Lavoratori occupano la Provincia «Dussmann disattende gli accordi»

Un contratto da 36 ore settimanali e uno stipendio da due ore al giorno. Un centinaio di addetti alle pulizie delle scuole di Catania e provincia hanno occupato mercoledì sera l’aula consiliare di Palazzo Minoriti per protestare contro il mancato adempimento da parte di Dussmann – la ditta vincitrice dell’appalto regionale ed incaricata del servizio dalla scorsa primavera – di accordi e condizioni contrattuali siglate in aprile presso la Prefettura etnea.

I lavoratori, ex dipendenti delle cooperative provinciali, a cui era stato garantito un contratto lavorativo di 36 ore settimanali, a causa dei tagli operati dal Ministero della Pubblica Istruzione ai fondi destinati alla pulizia scolastica, si trovano oggi a poter essere retribuiti al massimo per due ore al giorno. Una contesa, quella tra l’azienda e 450 lavoratori nella provincia etnea, iniziata lo scorso aprile. A giugno, la prima risposta: positiva, ma disattesa. «Il ministero della Pubblica istruzione aveva reintegrato le somme – spiega Santo Giuffrida, sindacalista Fiadel – e stabilito, in accordo con la ditta, di attivare a tutela dei lavoratori gli ammortizzatori sociali. Che però non sono mai arrivati». Adesso, la doccia fredda per i lavoratori «che ancora non sono stati convocati a riprendere servizio». «La Dussmann non solo ha autonomamente ridotto il servizio, violando il contratto senza fornire spiegazioni – racconta Griuffrida – ma è sparita, disattendendo gli accordi e rifiutando ogni nostra richiesta di incontro».

Il sindacato, oltre al danno ai dipendenti, lamenta anche il rischio di emergenza igienico-sanitaria negli istituti scolastici, causata dalla drastica riduzione di ore del servizio di pulizia. «Le scuole sono in una situazione indecente, i genitori protestano e i bambini, anche molto piccoli, sono quelli che ne fanno le spese – continua Giuffrida – La soluzione più adatta dovrebbe assicurare almeno quattro ore di pulizie quotidiane nelle strutture».

«Siamo senza stipendio da tre mesi, abbiamo perso la tredicesima e la quattordicesima e molti di noi non ricevono gli assegni familiari da aprile», racconta un dipendente incontrato in via Prefettura. I pulizieri, assunti a tempo indeterminato dalla Dussmann la scorsa primavera, avrebbero dovuto riprendere servizio il 17 di settembre e, come da contratto, dovrebbero lavorare fino al 30 giugno 2012 per sei ore al giorno. «La ditta invece ci ha fatto sapere che non ha soldi e ci può pagare al massimo due ore al giorno – continua l’addetto alle pulizie – Noi siamo disposti a lavorare anche solo due ore, ma ci devono pagare per sei, come da contratto. Gli ammortizzatori sociali ci sono stati promessi e ci spettano di diritto». L’occupazione del palazzo della Provincia, fanno sapere i dipendenti in protesta, non si interromperà finché non avranno ottenuto l’integrazione stipendiale stabilita dall’accordo di giugno. La loro speranza è che la situazione possa cominciare a sbloccarsi già nei prossimi giorni.

Mentre i lavoratori non si arrendono, il sindacato chiede urgentemente la convocazione di un tavolo tecnico per dare esecuzione a quanto si era già deciso nei mesi scorsi. Un’anomalia tutta siciliana, con contorno di polemica politica. «La cosa assurda è che l’accordo con il ministero è stato osservato in tutte le regioni – spiega Giuffrida – e la vertenza è già stata risolta ovunque tranne che in Sicilia. Ci chiediamo a questo punto se si stia facendo una discriminazione, se ci siano impiegati di serie A e di serie B o se la nostra isola sia uscita definitivamente dagli interessi della Nazione».

Rimane ancora in sospeso intanto la situazione degli ex dipendenti della Catania Multiservizi assorbiti dalla Dussmann, che, a differenza dei colleghi delle cooperative provinciali, hanno firmato un contratto per due ore e quaranta minuti quotidiani di servzio. Ma che, come gli ex provinciali, non sono ancora stati convocati sul posto di lavoro. Per questi lavoratori, le sigle sindacali hanno avviato una protesta per chiederne la riassunzione dalla partecipata del Comune di Catania.

[Foto di Willy Saw]


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