L’assessore Vecchio? Si guardi la sua gobba…

Finalmente c’è qualcuno che replica alle deliranti e offensive parole pronunciate dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Andrea Vecchio, che  riuscito ad offendere tutti i parlamentari di Sala d’Ercole e tutto il popolo siciliano. A questo signore replica il deputato regionale del Pd, Pino Apprendi.

“Leggo – dice Apprendi – le dichiarazioni dell’assessore Andrea Vecchio rilasciate a margine della inaugurazione del nuovo aereoporto di Pantelleria che, dall’alto della sua esperienza, bolla i siciliani ‘come un popolo di accattoni pronti a stendere la mano’. Immagino che l’assessore, stimato imprenditore antiracket, prima di lasciarsi andare a queste considerazioni, abbia riletto il passato della nostra Isola e immagino si sia accorto che quella parte della classe politica, corrotta e mafiosa, che in Sicilia ha governato è stata complice di una certa classe imprenditoriale corruttrice e mafiosa e che, insieme, hanno affamato l’Isola”.

“Sarebbe bene sapere – aggiunge il parlamentare regionale del Pd – chi sono questi deputati regionali che lo portano a definirli ‘piccoli e meschini’ e, sopratutto, sapere quali “appetiti e clientele volevano soddisfare’. Essendo io vice presidente della commissione Attività produttive, ricordo di averlo incontrato due volte in commissione, in occasione della problematica legata ai trasporti per le Isole. Ricordo anche che l’assessore non ha risolto il problema”.

Insomma, sembra dire Apprendi, invece di esprimere giudizi sulle ‘gobbe’ degli altri, il signor Andrea Vecchio – che solo un presidente della Regione come Raffaele Lombardo poteva nominare assessore – farebbe bene a soffermarsi sulla propria ‘gobba”.

“Mi dispiace assessore Vecchio – dice ancora Apprendi – ma affermare che tutta la politica è sporca equivale a dire che tutto è mafia, facendo un favore alla mafia e, in questo caso, facendo un favore a quei politici che amministrano strizzando l’occhio alla mafia”.

“Sul popolo siciliano – precisa sempre il deputato del Pd – considero il suo giudizio ingeneroso, un giudizio che non rende giustizia a quei siciliani che ogni giorno continuano a svolgere il proprio lavoro, pensando che ce la potranno fare. Quei siciliani che sono pronti a stendere la mano sono serviti e servono proprio a quella parte di società fatta da rappresentanti di tutte le categorie sociali che in questo fango si sono ingrassati”.


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