La ministra Fornero: “Il lavoro non è un diritto”

La signora Elsa Fornero ha detto che il lavoro non è un diritto. Una dichiarazione che contraddice la Costituzione italiana. Ma tant’è. Poi, dopo aver scatenato un putiferio, la ministra del Lavoro ha cercato di metterci una toppa con la solita retorica del caso. Nessuno, ovviamente, ha creduto alle precisazioni gesuitiche della Fornero. Ormai gli italiani hanno capito – ma l’avevano capito già da tempo – che cosa pensano Mario Monti e la Forneno del lavoro e dei lavoratori.

Il professore Mario Monti e la signora Fornero non si rendono conto che stanno scherzando con il fuoco. Forse non sanno che in Italia, proprio sui temi del lavoro, non sono mancati episodi di violenza, anche estrema. In politica – soprattutto quando si fa parte del Governo di un Paese, o quando si calcano le scene di un Parlamento – la forma è sostanza. Certe affermazioni andrebbero evitate. Rigorosamente evitate.

La lingua italiana è particolarmente ricca di sfumature. Una persona che la conosce – e noi siamo certi che Elsa Fornero conosce bene la lingua italiana – può ricorrere a mille formule per dire le stesse cose senza esacerbare gli animi. Ma la signora Fornero, e in certi casi anche Monti, chissà perché, ricorrono spesso alle formule linguistiche peggiori. Per sfidare e scaldare la piazza.

Dopo queste infelici parole, frutto dell’arroganza di un Governo tenuto in vita da un Parlamento di ‘nominati’, ci sono state preteste e incidenti. A Roma e lungo l’autostrada Torino-Milano.

E’ evidente che il Governo Monti persegue un disegno preciso: provocare i lavoratori, esasperare gli animi, attizzare la violenza di piazza per poi giustificare la possibile repressione. Con tutta la buona volontà del caso, non riusciamo a vedere altre spiegazioni.

Ma il problema non sono solo Monti e la Fornero. Il vero problema sono i tre partiti che tengono in vita questo Governo di provocatori. Sono il Pdl, il Pd e l’Udc. La responsabilità – politica e sociale – di tutto quello che di negativo sta succedendo nel nostro Paese è in parte imputabile al Governo Monti e, in parte, ascrivibile a questi tre partiti.

Leggiamo insieme le parole della signora Fornero. “La riforma del lavoro apre un percorso di novità positive, se qualcosa può essere aggiustata lo faremo con l’appoggio dei partiti che sostengono il Governo. Non è il ministro che vuole toccare la riforma. I parlamentari hanno chiesto modifiche e il ministro è disposto ad ascoltare chiunque, tanto piu’ i rappresentanrti degli lavoratori”.

Dunque, dice la Fornero non smentita, sono “i parlamentari” che hanno chiesto di modificare la legislazione sul lavoro. E poiché le opposizioni sono schierate contro questa disgraziata riforma, è chiaro che ad aver chiesto di ‘riformare’ la legislazione sul lavoro del nostro Paese sono stati Pdl, Pd e Udc. Questo punto è importante e deve essere chiaro a tutti.

Pdl, Pd e Udc vogliono ridurre le garanzie dei lavoratori. Anche per questo tengono in vita il Governo Monti. Questi tre partiti sono responsabili anche delle dichiarazioni della signora Fornero. Tant’è vero che né Alfano, né Bersani, né Casini hanno chiesto le dimissioni del ministro. E’ chiaro che ognuno si sta assumendo le proprie responsabilità.

 

 


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La signora elsa fornero ha detto che il lavoro non è un diritto. Una dichiarazione che contraddice la costituzione italiana. Ma tant’è. Poi, dopo aver scatenato un putiferio, la ministra del lavoro ha cercato di metterci una toppa con la solita retorica del caso. Nessuno, ovviamente, ha creduto alle precisazioni gesuitiche della fornero. Ormai gli italiani hanno capito - ma l’avevano capito già da tempo - che cosa pensano mario monti e la forneno del lavoro e dei lavoratori.

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