La lettera di Gianni, Venturino e Cimino a Matteo Renzi sull’articolo 37: calcolato da chi?

I TRE PARLAMENTARI FILOGOVERNATIVI VORREBBERO UN ANTICIPO. ‘OVVIAMENTE’ NON SPECIFICANO CHI DOVREBBE FARE QUESTI CONTEGGI. NON E’ CHE SONO QUELLI DELL’EX ASSESSORE LUCA BIANCHI?

Ragazzi, che carattere! Con che piglio garibaldino (il nostro amico Ignazio coppola si arrabbierà leggendo la parola garibaldino…) tre deputati regionali si rivolgono al presidente del Consiglio, Matteo Renzi a proposito dell’applicazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto.

Altro che cappello in mano: Pippo Gianni, Antonio Venturino e Michele Cimino, ‘sbarcati’ da qualche mese alla corte del presidente Rosario Crocetta, hanno sfoderato la durlindana e, con un coraggio degno degli eroi dell’Orlando furioso, hanno preso carta e penna e scritto una lettera al capo del Governo del nostro Paese. Leggiamola, questa lettera, che gronda ardore e fede negli ‘immancabili destini’…

“Caro Matteo,

siamo felici per il tuo imminente arrivo in Sicilia, ma lo saremmo ancora di più se tra le numerose missive che ti giungono da più parti, volessi considerare questa nostra lettera e magari prendere spunto su un suggerimento breve e sintetico che vogliamo sottoporre alla tua attenzione.

Da 70 anni lo Stato italiano incassa le risorse dell’articolo 36 e 37, ovvero le tasse delle imprese operanti in Sicilia che hanno sede legale fuori dal territorio regionale e con le quali abbiamo contribuito a rinforzare il paese (in realtà sarebbero e imposte: ma fa lo stesso: il tempo in cui ai parlamentari si richiedeva anche la conoscenza della Scienza delle Finanze, per fortuna, è passato! ndr). Il tuo direttore generale al Ministero dell’Economia e Finanze, nell’ultimo decreto del 19 Dicembre dell’anno scorso, ci ha dato la gradita notizia che dal 1 gennaio 2016 la Sicilia potrà disporre appieno del gettito fiscale e quindi degli introiti previsti dall’articolo 37, così come previsto dall’ordine del giorno proposto dal vice presidente dell’Ars Venturino e votato all’unanimità da tutta l’aula”.

Insomma: i tre deputati ci danno una ‘notizia’ che non conoscevamo: lo Stato riconosce alla Sicilia le imposte delle imprese che operano da noi, ma con sede sociale altrove. Bene: e a quanto ammontano queste entrate? Non è che sono i 50 milioni di euro dell’ex assessore Luca Bianchi? Pippo, Antonio e Michele: non facciamo scherzi! 

“Sappiamo già, purtroppo – prosegue la lettera che a questo punto acquista toni quasi ‘gozzaniani’ – che questo non avverrà perché accamperete mille scuse. Questa la nostra proposta, che si basa sul classico principio secondo il quale è meglio avere l’uovo oggi che la gallina domani (forse!): poter disporre subito del 25% del gettito derivante dall’articolo 37 già da quest’anno e sino al 2020, anno in cui far entrare in vigore l’articolo 37 al 100%, operazione questa, che consentirebbe alla nostra Regione di per dare le giuste risposte che questo popolo merita”.

Resta da capire a quanto ammonta il 100%: ma questo, stando alla lettera di Gianni, Venturino e Cimino rimane dentro l’uovo di Pasqua…

“Siamo certi che, se tu prendessi in considerazione quest’atto di giustizia, insieme a noi ti ringrazierebbero tutti i siciliani

Un caro saluto”.

Non vi seccate, onorevoli, noi, prima di festeggiare, vulissimu viriri a spisa…

(Foto di prima pagina tratta da cersale.it)


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