Mafia, Ferrandelli indagato per voto di scambio «Amareggiato, ho chiesto di essere ascoltato»

«Ieri mattina ho ricevuto un invito a comparire per essere sentito nell’ambito di una indagine relativa ad una ipotesi di voto di scambio per le elezioni del 2012. Rimango sorpreso come, dopo quasi cinque anni, proprio nel pieno di una campagna elettorale in cui sto registrando grande entusiasmo e partecipazione da parte delle palermitane e dei palermitani per la mia candidatura, si apre un’indagine su di me». Così Fabrizio Ferrandelli, candidato a sindaco di Palermo, commenta l’invito a comparire nell’ambito delle indagini relative a una ipotesi di voto di scambio con l’aggravante politico-mafiosa per le elezioni del 2012. A parlare di Ferrandelli, infatti, sarebbe Pino Tantillo, alta carica della Cosa nostra di Borgo Vecchio, guidata dal fratello Salvatore. Tantillo da alcuni mesi sta aiutando i magistrati a disegnare un profilo delle attività della cosca nel quartiere al centro di Palermo e proprio durante una di queste deposizioni avrebbe fatto il nome del leader dei Coraggiosi.

Anche in quella occasione, nel 2012, Ferrandelli, dopo avere vinto le primarie del Pd, aveva sfidato Leoluca Orlando per la poltrona di Palazzo delle Aquile. Una corsa elettorale che lo vide arrivare al secondo turno, ma perdere sonoramente contro l’attuale sindaco. «Ho chiesto di essere ascoltato al più presto – dice – in modo da chiarire con celerità la mia posizione e di fugare eventuali dubbi sulla mia condotta che è sempre stata improntata alla massima trasparenza ed al rispetto delle leggi. Ricordo a tutti che un anno e mezzo fa mi sono dimesso da deputato dell’Assemblea regionale siciliana all’interno della quale rivestivo il ruolo di vicepresidente della commissione antimafia, proprio denunciando l’abbassamento della tensione morale all’interno del parlamento siciliano». E la volontà di Ferrandelli sarà presto esaudita: l’incontro con i magistrati è prevista infatti per la prossima settimana. L’indagine della Procura di Palermo è coordinata dall’aggiunto della Dda Leonardo Agueci e dai pm Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli.  

«Mi preme informare subito i cittadini ed i miei elettori – prosegue – per il grande rispetto che ho per loro ed al tempo stesso rassicurarli della mia assoluta estraneità ai fatti. Quanto accaduto non scalfisce minimamente la mia volontà di concorrere alla carica di Sindaco di Palermo, anzi la rafforza, sapendo di dover lottare con ancora maggiore forza e determinazione per affermare i valori della partecipazione democratica nei quali ho sempre creduto e nei quali voglio continuare a credere. Rimando ogni altra dichiarazione a una conferenza stampa che sarà tenuta a seguito della mia audizione a inizio della prossima settimana».


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