Rifiuti in fiamme e diossina nell’aria: cosa sta succedendo a Campofelice di Roccella

Un danno ambientale è stato causato da un vasto incendio che ha interessato l’impianto di trattamento e stoccaggio di rifiuti plastici Ecorek S.r.l. a Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo. Tonnellate di rifiuti stoccati all’esterno della struttura sono andate in fiamme creando una densa colonna di fumo nero, visibile anche a chilometri di distanza. Il rogo è divampato nella tarda serata di martedì 3 febbraio, ma le operazioni di spegnimento si sono concluse soltanto il 7 febbraio.

Monitoraggio dei livelli di diossina

L’Arpa ha attivato subito il monitoraggio dell’aria rilevando che nelle prime 48 ore sono stati sprigionati dei livelli di diossina sette volte superiori alla norma nell’area circostante. Motivo per cui i sindaci di Campofelice di Roccella e Termini Imerese hanno emanato un’ordinanza intimando ai cittadini di mantenere chiuse porte e finestre.

«Adesso ho emanato una nuova ordinanza, perché l’Arpa ha dichiarato che non ci sono rischi di diossina nel centro urbano di Campofelice. Rimane attiva la vecchia ordinanza soltanto in contrada Pista Vecchia, in cui c’è la sede del centro di stoccaggio – precisa a MeridioNews Peppuccio Di Maggio, sindaco di Campofelice di Roccella -. I tecnici stanno monitorando anche il suolo, però ci vorranno almeno 10-15 per avere un responso, perché prima è necessario che la diossina si depositi per capire quanta ne sia rimasta nel terreno».

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Sostanze tossiche nelle verdure

Le problematiche che scaturiscono da questo genere di eventi sono si varia natura. In primis è il fumo a creare dei problemi sia di visibilità in zona, sia relativamente alle sostanze respirate dai residenti: «La diossina è una sostanza stabile che ha effetti di vario genere sulla salute umana, compresi quelli cancerogeni – chiarisce Giuseppe Failla, primario del reparto di Pneumolgia dell’Arnas Civico di Palermo -. Inoltre, le molecole della diossina riescono a penetrare nelle cellule anche attraverso il cibo contaminato, per cui è necessario fare attenzione alla frutta, alla verdura e ai latticini».

Non a caso il sindaco Di Maggio nella sua ordinanza ha consigliato alla popolazione anche di lavare molto bene gli ortaggi prima di consumarli e di mangiare la frutta senza la buccia. «Per evitare di introdurre la diossina nell’alimentazione è bene igienizzare la verdura con bicarbonato o altri disinfettanti alimentari. L’acqua non basta perché si tratta di una sostanza oleosa e bisogna aiutarsi con dei detergenti per eliminarla – avverte ancora lo pnumologo Failla -. Ovviamente ci sono dei vegetali che assorbono maggiormente la diossina e hanno degli anfratti che difficilmente si possono lavare bene, come i carciofi o il cavolfiore. Per consumare questo tipo di verdure è meglio attendere prima i responsi chimici delle autorità».

Timori verso carne e latticini

L’impianto in cui si è sviluppato l’incendio si trova sulla statale di Campofelice di Roccella, per cui lontano dal centro urbano ed in prossimità della zona industriale di Termini Imerese. Chiaramente qui non esistono grosse colture, ma c’è qualche terreno avviato alla produzione. Secondo l’Arpa, la diossina dovrebbe essersi spostata soltanto in quest’area, quindi non dovrebbe aver intaccato troppo aziende e produttori. Anche se diverse lamentele sono arrivate dai cittadini dei paesi circostanti, perché nessun monitoraggio è ancora stato attivato oltre quelli di Campofelice di Roccella. Ne abbiamo chiesto contezza all’Arpa, ma in merito non ci è stata fornita alcuna risposta.

Intanto la questione cambia se entra in gioco anche il consumo di carne e latticini: «Nel territorio di Campofelice non ci sono allevamenti di bestiame, ma nei territori limitrofi sì – sottolinea ancora il sindaco Peppino Di Maggio -. Motivo per cui al prossimo tavolo tecnico con le autorità, previsto per venerdì prossimo, ho inviato anche le sindache di Collesano e Termini Imerese. Anche se il mio è un eccesso di zelo, perché secondo l’Arpa il vento avrebbe trasportato la diossina a nord, verso il mare».

I consigli del medico

«Il fattore critico in queste situazioni è il consumo di carne e latticini nelle zone fortemente contaminate – riferisce il dottore Giuseppe Failla -. Ad esempio, bisogna tenere d’occhio gli allevamenti di polli all’aperto che possono aver respirato la diossina. È benestare attenti anche alle mucche che potrebbero aver ingerito delle verdure contaminate. La diossina viene infatti introitata dalle mucche, la quale passa nel tessuto adiposo e poi nel latte, che è molto ricco di lipidi e favorisce la concentrazione di questa sostanza tossica. Attenzione anche ai formaggi».

Il consiglio del medico per i prossimi giorni infatti è di fare stazionare gli animali all’interno e di fare loro consumare mangimi piuttosto che farli pascolare all’aperto. Almeno fin quando la situazione non sarà rientrata. Si attendono ancora notizie anche in merito alle cause dell’incendio su cui stanno indagando i carabinieri di Cefalù. Infatti, le modalità del materiale combustibile e dell’evento hanno fatto scattare le indagini volte a verificare eventuali responsabilità dolose o colpose.


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