Incautos

Titolo: Incautos (Swindled).
Regia: Miguel Bardem Aguado.
Sceneggiatura: Carlos Martìn, Miguel Bardem Aguado.
Fotografia: Thierry Arbogast.
Musica: Juan Bardém.
Montaggio: Ivàn Aledo.
Interpreti: Vitctoria Abril, Ernesto Alterio, Federico Luppi, Gilbert Melki.
Produzione: Alquimia Cinema/Mandarin Films.
Origine: Spagna 2004.
Durata: 115’.

 

“Incautos”, cioè persona poco cauta, poco accorta. In pratica “un pollo” da raggirare. Questo il vero protagonista del film del regista spagnolo Miguel Barderm Aguado, tutto incentrato su bidoni impossibili e truffatori d’alta classe in stile “La stangata”.

 

Sin da bambino Ernesto ha imparato a mentire e raggirare gli altri per poter sopravvivere. Divenuto grande incontra un imbroglione di professione, El manco, che gli insegna i primi rudimenti del mestiere per poi presentarlo al più grande truffatore del mondo, Federico, che diventerà in poco tempo il suo maestro. I due metteranno in piedi il colpo della vita ai danni del “pollo” perfetto, finendo però col ritrovarsi l’uno contro l’altro in una guerra fratricida, a colpi di complicatissimi raggiri, per la conquista finale del malloppo. Film tutto sommato godibile ascrivibile alla categoria dei “pop-corn movie”, cioè quelle pellicole non certamente indimenticabili, ma dotate almeno di quella particolare brillantezza narrativa capace di attrarre ed avvincere lo spettatore in maniera quasi ipnotica.Ottimo il ritmo sostenuto da una sceneggiatura solida e sincronizzata drammaturgicamente come un orologio svizzero ed impeccabile la prova di un cast affiatato e di altissimo livello: dalla bellissima Victoria Abril (ospite del festival) al “veterano” Federico Luppi, sino al giovane e talentuoso Ernesto Alterio. L’unico vero appunto critico riguarda il finale, eccessivamente zeppo di colpi di scena che rendono la conclusione della vicenda tanto improbabile da risultare, anche per una pellicola di questo genere, quasi al limite del surreale. Come si è detto non certamente una pellicola che resterà negli annali della storia del cinema, ma almeno un opera non presuntuosa che risulta comunque gradevole e divertente. Cosa non da poco di questi tempi.

fonte www.nonsolocinema.com


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