Il risucchio dello tsunami cinque stelle

di Gabriele Bonafede

Risucchiati e sbattuti sulla spiaggia. Ecco come si devono sentire i militanti e i candidati del Movimento cinque stelle in questo momento.

La débâcle delle elezioni amministrative 2013, già da tragedia in Italia, è da tregenda in Sicilia dove i grillini perdono valanghe di voti, quasi scompaiono a Messina, scendono sotto il 7% pure nelle roccaforti “storiche”, se così si può dire, come Leonforte.

Sembra il bollettino di una rotta, di una Caporetto, di una Beresina, di una Stalingrado. Un disastro completo che deve far riflettere i vertici del Cinque stelle, evidentemente  troppo ingessati e rigidi nella gestione di un movimento che è andato in pezzi da solo, probabilmente per manifesta mancanza di democrazia interna e per scelte strategiche suicide.

Se è vero che in Sicilia il voto ha finito per favorire i partiti che detengono il potere amministrativo a scala locale e regionale, è anche vero che non si può individuare solo in questo la causa della stupefacente sconfitta di Grillo.

Fumatrice. Foto e commento in siciliano (tradotto, “A quel paese la sigaretta elettronica!”) tratti dal sito facebook “sei di palermo se xd”

Soprattutto le amministrative sono elezioni per eleggere chi governa localmente, anche con alleanze se necessario, al fine di realizzare progetti politici e sociali reali. E se un movimento dimostra di non avere grande propensione per governare, e meno che mai in alleanza con altri partiti o movimenti, la gente sceglie di abbandonare quel movimento. Magari non andando a votare, ma abbandonandolo comunque.

Si profila un momento di dibattito acceso nel Movimento cinque stelle, soprattutto in Sicilia. Nel frattempo, per militanti ed elettori grillini non è il momento più adatto per riuscire a smettere di fumare o passare alla sigaretta elettronica…


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