Il libro sulla nascita dei prodotti della cucina siciliana Pizzino dell’800 parla dell’arancinu con lardo e uova

L’origine di alcuni dei prodotti di punta della cucina siciliana, a cominciare dall’arancino e dal pizzino di inizio ‘800 ritrovato al monastero dei Benedettini in cui si parla, forse per la prima volta, della polpettina. È dedicato al cibo e alla cultura il libro del ricercatore e librario modicano Marco Blanco, dal titolo I quaderni di Archestrato Calcentero – Divagazioni archeogastronomiche siciliane.

Dalla frutta delle monache Martorana di Palermo al cioccolato di Modica, passando per i mille usi del pomodoro che già nel ‘700 era tra i cibi sempre presenti sulla tavola dei nobili siciliani. Blanco ha unito la sua passione per l’ars culinaria e il buon cibo con l’interesse per la storia. Ai suoi testi si uniscono la prefazione di Giancarlo Poidomani, docente di Storia Moderna presso la facoltà di Scienze Politiche di Catania e una mémoire di Simonetta Agnello Hornby e Carlo Ottaviano. 

Tra le ricerche di Blanco spicca quella che porta al monastero dei Benedettini di Catania, dove il libraio modicano racconta di aver trovato nei libri dei padri cassinesi una delle più importanti testimonianze enogastronomiche: un pizzino datato all’inizio dell’800 con l’uso del termine «arancinuarancina», una delle prime prove della parola in riferimento alla polpettina salata di riso, che in quel caso sarebbe stata servita con una farcitura di lardo e uova. 

«Appena reduci dall’Expo di Milano che ha esaltato senza mezze misure il made in Italy in cucina – afferma l’editore Salvo Bonfirraro – abbiamo accolto con estremo interesse il libro di Marco Blanco». In questa sorta di antropologia del gusto, molto spazio ha anche la nascita dei principali dolci tipici siciliani, per lo più creati entro i muri claustrali, con tutti i segreti che ognuno di loro porta dietro da secoli.


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