Le cartoline anglocatanesi di Hellombare: «Accorciare le distanze e riscoprire le connessioni umane»

«Accorciare le distanze e ritrovare le connessioni umane». È questo lo spirito dietro HelloMbare, cartoline e non solo ideate da Roberta Mazzone, 31enne che – neanche a dirlo – è catanese. Anche se da un più di un decennio vive a Parigi, in Francia. «Ed è proprio dalla nostalgia, dalla distanza che fa venire voglia di vicinanza – spiega a MeridioNews – che ha preso vita, appena tre mesi fa, HelloMbare». Un nome che è una crasi tra l’inglese e il siciliano: un saluto anglofono – Hello – mixato con la parola più etnea di tutte – Mbare. L’idea alla base è quella di trasformare un gesto semplice, come una cartolina scritta a mano, in un ponte tra persone che vivono lontano, ma che continuano a volersi bene e sentirsi vicine.

Amare che diventa mbare, appuntamenti al mare, un intero mondo che – gira, vota e furria – si fa cataniacentrico o un invito a condividere un seltz. Le grafiche delle cartoline illustrate sono tutte ispirate a colori, luoghi, cibi ed espressioni familiari che richiamano la Sicilia e, in particolare, la quotidianità catanese. Laureata in marketing e comunicazione, la fondatrice di HelloMbare racconta: «Ho cominciato a fare design giocando con la parola Mbare. Ed è strano, perché io non ho mai parlato il siciliano, lo sto studiando da poco e mi affascina moltissimo». Eppure, nelle sue opere, tutto ruota attorno alla sicilianità. «Ho sentito la mancanza della mia terra e la voglia di esprimerla con la creatività – ammette Mazzone -. Così ho pensato di parlare soprattutto a chi ha degli affetti lontani e a chi vive lontano dai propri affetti».

Nasce così l’idea di fare arrivare dei messaggi tramite le cartoline. «Un oggetto ormai vintage», sottolinea l’ideatrice. L’obiettivo è contrastare i tempi che corrono troppo veloci e digitalizzati, «puntando su un modo di vivere la comunicazione interpersonale più lento e più pensato». Oltre alle grafiche e alla carta, Roberta Mazzone con HelloMbare mette, su richiesta, anche la penna e la mano con cui scrivere il pensiero. «Ma in questi primi mesi – analizza – mi sono resa conto che chi acquista preferisce scrivere di proprio pugno e consegnare o inviare la cartolina». Che esce così dal concetto solo turistico che, peraltro, si sta perdendo. «Come, temo, anche l’autenticità delle relazioni umane – aggiunge -. Per questo ho scelto la lentezza di un gesto semplice per avvicinare le persone. Perché scrivere, come ogni vero rapporto, richiede presenza, cura e intenzione».

Non solo cartoline, HelloMbare prende anche altre forme: dai segnalibri ai portachiavi e dalle spille ai poster. «Adesso mi sto dedicando a libricini con disegni da colorare per i bambini – racconta – con le didascalie in tre lingue». Inglese, italiano e siciliano. Perché la parola chiave di HelloMbare è connessione. Non solo nelle relazioni tra persone, ma anche nelle collaborazioni e nel legame con le radici. «HelloMbare è uno spazio di incontro per artisti che guarda alla Sicilia come punto di partenza e di ritorno – conclude -. Anche per riscoprire e valorizzare la lingua siciliana, come chiave di accesso a una cultura, a una memoria e a un’identità che meritano di essere vissute, condivise e tramandate».


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