I rosanero sono davanti a un bivio La sfida con l’Udinese sa di spareggio

Una gara che cade nel mese di ottobre non può essere definita decisiva ma chi, sul fronte rosanero, considera Palermo-Udinese uno snodo fondamentale nel percorso stagionale degli uomini di De Zerbi non va tanto lontano dalla verità. È la classifica a suggerire la prospettiva da cui inquadrare la sfida in programma domani sera al Barbera e valida per la decima giornata. Una gara dal sapore di spareggio, una partita molto importante per i rosanero chiamati a un immediato riscatto dopo le due sconfitte consecutive (e otto gol subiti) contro Torino e Roma. L’obiettivo principale è vincere, parola d’ordine ribadita dai tifosi attraverso cinque striscioni distribuiti tra Tenente Onorato e stadio Barbera. 

Non ci sono molte alternative: il Palermo, penultimo con 6 punti (quattro in meno dei friulani), deve assolutamente conquistare l’intera posta in palio per risalire la china e, contestualmente, deve ritrovare il feeling con il pubblico amico dal punto di vista dei risultati. I numeri sono impietosi: quattro sconfitte nelle prime quattro gare interne (contro Sassuolo, Napoli, Juventus e Torino). Un record negativo senza precedenti nella storia del club di viale del Fante con effetti che superano anche i confini nazionali. In virtù del pareggio ottenuto lo scorso weekend dall’Ingolstadt contro il Borussia Dortmund in Bundesliga, infatti, la compagine rosanero è rimasta l’unica nei campionati europei di prima fascia ancora a quota zero punti tra le mura amiche. 

Invertire il trend, a questo punto, diventa una necessità anche perché le squadre che devono salvarsi di solito costruiscono in casa il proprio cammino. E il match con l’Udinese, in questo contesto, rappresenta una tappa cruciale. Un appuntamento con diverse insidie tenendo presente che, pur non avendo la caratura delle squadre ammirate finora al Barbera in questo campionato, quella friulana è comunque una formazione temibile. Un gruppo al quale Del Neri (sostituto di Iachini) ha dato nuova linfa e intenzionato a dare continuità al successo interno ottenuto domenica scorsa contro il Pescara: «Del Neri ha detto che noi siamo superiori, è un tecnico di grande esperienza – ha sottolineato De Zerbi – io tendo a proteggere i miei giocatori che considero sempre i migliori. A che punto è il processo di crescita della squadra? Come tutti gli allenatori anche io ho delle idee e le porto avanti con convinzione. Questo non vuol dire che cerco vetrine, voglio solo fare punti e cercare la formula giusta per dare equilibrio e organizzazione alla squadra. Non è tutto da buttare finora e sono convinto che arriveremo al punto che ci siamo prefissati ma non si può avere tutto e subito. Ci vuole del tempo. Tuttavia, bisogna essere tutti convinti altrimenti non sono io il tecnico adatto». 

Con Zamparini, in ogni caso, la sintonia è totale: «Il presidente è stato perfetto con me e con lui ho un rapporto chiaro. Mi ha sempre stimolato e non è mai intervenuto in merito a questioni tecniche. Non so se cambierà idea, io accetto consigli da tutti ma sarò sempre io a decidere». Sono 22 i convocati. Nell’elenco figura anche Andelkovic, reduce dal trattamento maxillo-facciale (effettuato lunedì a Milano e perfettamente riuscito) in seguito alla lesione scomposta dell’arcata orbitale laterale destra rimediata in occasione di uno scontro aereo durante la gara contro la Roma. Con gli uomini contati nel pacchetto arretrato, De Zerbi sembra intenzionato a modificare il copione tattico rispolverando la difesa a quattro. Formula sperimentata questo pomeriggio nel corso della rifinitura durante la quale è stato provato il modulo 4-2-3-1 con Embalo, Diamanti e Aleesami sulla trequarti a supporto di Nestorovski. 


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