Una guerra tra clan, a Catania, con una sparatoria già avvenuta e un’altra fermata appena prima. Le indagini dei carabinieri hanno portato a sette persone fermate, tra i 19 e i 43 anni. Tra i reati contestati, la detenzione illegale di munizioni e armi, anche da guerra, e di droga per lo spaccio. Aggravati dalla […]
Catania, sette fermi per la guerra tra clan: tra armi e travestimenti
Una guerra tra clan, a Catania, con una sparatoria già avvenuta e un’altra fermata appena prima. Le indagini dei carabinieri hanno portato a sette persone fermate, tra i 19 e i 43 anni. Tra i reati contestati, la detenzione illegale di munizioni e armi, anche da guerra, e di droga per lo spaccio. Aggravati dalla matrice mafiosa, riconducibile al gruppo di Monte Po. Le indagini hanno permesso di collegare due diversi episodi avvenuti a fine agosto, ricostruendo il contesto di contrapposizione e fibrillazione tra il gruppo di Monte Po e i Cursoti milanesi.
La sparatoria a Motta Sant’Anastasia
Il primo caso è la sparatoria che si è verificata la sera del 23 agosto in via Oberdan, a Motta Sant’Anastasia. Quando due persone a bordo di un’auto hanno provato a scappare dall’inseguimento di due scooter, con due persone in sella ciascuno. Venendo però raggiunti dagli spari e decidendo di fermarsi e scendere dal mezzo, dopo aver urtato una macchina parcheggiata. Il conducente è andato a ripararsi dietro altre vetture in sosta, mentre il trasportato ha risposto al fuoco verso i centauri, che sono fuggiti. Una sparatoria che, come già raccontato da MeridioNews, è stata solo un episodio di una più ampia guerra tra clan.
Il borsone a Monte Po con armi e travestimenti
Tre giorni dopo, infatti, durante un controllo, i carabinieri hanno notato in via Leonardo Vigo, nel quartiere Monte Po, otto persone fuggite all’arrivo dei militari. Il variopinto gruppo indossava per lo più tute la da lavoro, uno una divisa da soccorritore e un altro un passamontagna. Nel borsone abbandonato durante la fuga sono stati trovati una pistola calibro 22 con matricola abrasa e varie munizioni, anche per un fucile AK-47. Oltre a droga, un giubbotto antiproiettile mimetico, un altro passamontagna, una tuta monouso, guanti in lattice e una giacca da personale sanitario del 118. I filmati delle telecamere hanno poi ricostruito come proprio in quel punto gli uomini si stessero cambiando e prendendo le armi, preparandosi a una successiva azione. Tra di loro, anche un 20enne che ha preso parte proprio alla sparatoria di Motta Sant’Anastasia.