Gran ballo in maschera al teatro Coppola Tra fantasmi della Civita e raccomandate

Un «fantasma della Civita» che, direttamente dall’oltretomba, comparirà all’improvviso tra i partecipanti ad un grande ballo in maschera. Il suo intento, però, non è quello di spaventare i presenti, ma di parlare, attraverso un’antica tromba da comizio, agli occupanti del teatro Coppola. Tra temi di attualità, simpatiche provocazioni e un po’ di immancabile satira carnevalesca. Si ripete anche quest’anno, dopo il successo dell’edizione 2012, la festa di carnevale organizzata dagli operatori culturali dello stabile di via Vecchio Bastione in occasione della sera del martedì grasso, l’ultima notte dedicata al re burlone. Con un tema fuori dalle righe: un tributo scherzoso a una tradizione letteraria ormai perduta, fatta di personaggi immaginari, spiriti tenebrosi, maschere, occultamenti e temi strappati alla letteratura.

Il fantasma di Vincenzo Bellini

«E’ giusto che pure il Coppola ogni tanto festeggi – spiega Monica Saso, responsabile dell’ufficio stampa del teatro occupato – quale migliore occasione per farlo se non il carnevale?». Tutti in maschera, quindi, ispirandosi al classico fantasma dell’opera, con un invito ai partecipanti di impersonare un ipotetico fantasma del Coppola. «Uno spunto simpatico per vestire i panni di personaggi che non ci sono più, reali o immaginari, ispirandosi alla letteratura e ai romanzi d’appendice». Ma anche di storia e musica, stranieri, italiani o legati alle città. Come le maschere più belle della scorsa edizione: un novello e tenebroso Edgar Allan Poe e «un Vincenzo Bellini morto e tornato per l’occasione tra i catanesi».

I fantasmi di Edgar Allan Poe e signora

Ma non solo gran balli in stile carnevale di Venezia. Chi non volesse vestire i panni di fantasmi più o meno famosi, potrà indossare «qualunque travestimento». Un suggerimento dagli animatori del teatro Coppola? «Se non avete voglia di conciarvi da defunti, farete un’ottima figura anche in costume da vigile del fuoco, raccomandata postale con ricevuta di ritorno o messo comunale». Una simpatica provocazione, con un chiaro riferimento alla lettera, recapitata in via Vecchio Bastione la mattina del 22 gennaio, a firma della commissione comunale di vigilanza, intervenuta su segnalazione dei pompieri. Un documento con il quale «per motivi di sicurezza e igiene», l’amministrazione etnea invitava gli occupanti a fornire «il titolo di proprietà, la destinazione d’uso dello spazio, la descrizione degli impianti di sicurezza, il collaudo delle  strutture fisse o mobili». Un po’ di «immancabile satira che non fa mai male», conclude Monica Saso. Sopratutto a carnevale.

[Foto di Teatro Coppola e hooverine]


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