Gela calcio in autogestione, proprietà verso l’addio I calciatori: «Noi giochiamo lo stesso fino alla fine»

«Noi siamo qui e lo saremo sempre, fino alla fine. Cercheremo sempre di onorare la proprietà, la città e la maglia gloriosa che indossiamo, ma è chiaro che questa situazione di impasse non si può protrarre all’infinito». Non usa mezzi termini il ds del Gela, Giovanni Martello, che durante la conferenza stampa tenutasi questa pomeriggio ha illustrato la situazione che vede la squadra biancazzurra quasi in autogestione. Qualche giorno fa, infatti, la proprietà gestita dai fratelli Mendola ha annunciato il proprio disimpegno. «Siamo qui perché siamo giocatori del Gela Calcio – prosegue il dirigente che ha parlato a nome di tutta la squadra – e siamo ospiti di una città importante, vogliamo con tutte le nostre forze continuare a rispettare il nostro impegno fino alla fine. Attraverso i media cerchiamo di sensibilizzare chi di dovere per poter proseguire nel nostro lavoro».

Il direttore sportivo si era dimesso qualche mese fa per poi tornare in sella, proprio a dimostrare che la situazione in casa biancazzurra non è mai stata serena. Adesso però si è toccato il fondo: «Il nostro è un atto dovuto – spiega ancora Martello –, io parlo a nome di tutta la squadra che mi onoro di rappresentare. Purtroppo, come tutti sanno, da venerdì c’è stato il disimpegno della proprietà a proseguire il campionato. È giusto che io mi faccia portavoce dei sentimenti di un gruppo di ragazzi che sono qui per lavorare». A chi è rimasto a tirare avanti la carretta interessa una cosa soltanto, ovvero fare luce sulla situazione attuale. «Noi cerchiamo in tutti i modi, grazie ai media e anche ai tifosi che ci seguono con passione, di mettere in risalto ulteriormente il nostro disagio. Non ci interessa nulla delle diatribe su eventuali cambi di proprietà o altro».

A tal proposito si vocifera di un paio di trattative che la proprietà starebbe portando avanti: «A noi interessa tanto delle problematiche che hanno portato al disimpegno della famiglia Mendola – continua il direttore sportivo –, ma se siamo qui è perché vogliamo ulteriormente accendere la luce e i riflettori su questa vicenda. Qui c’è gente che viene da fuori e che per la prima volta lavora lontano da casa. C’è gente che ha famiglia e che ha figli. Noi auspichiamo che nel più breve tempo possibile ci si dia una risposta su come si intende proseguire il campionato». 


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