La procura di Messina, guidata dal procuratore Antonio D’Amato, avrebbe iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza uno dei quattro custodi in servizio la sera del 15 agosto al Museo regionale di Messina, teatro del furto di alcune opere attribuite ad Antonello da Messina. Questa la notizia raggiunta, però, nel pomeriggio dalla smentita arrivata […]
Furto al museo di Messina, non convincono le dichiarazioni di un custode
La procura di Messina, guidata dal procuratore Antonio D’Amato, avrebbe iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza uno dei quattro custodi in servizio la sera del 15 agosto al Museo regionale di Messina, teatro del furto di alcune opere attribuite ad Antonello da Messina. Questa la notizia raggiunta, però, nel pomeriggio dalla smentita arrivata da fonti di polizia. Secondo cui la versione di uno dei custodi non convincerebbe gli inquirenti, i quali hanno deciso solo di risentirlo. La vicenda riguarda il furto di sei tavole, portate via da una banda di ladri. Due delle opere sarebbero state successivamente abbandonate dai malviventi durante la fuga.
Nuovo interrogatorio, poi l’iscrizione nel registro degli indagati
Il custode era stato convocato nei giorni scorsi dai magistrati della procura per un nuovo interrogatorio come persona informata sui fatti. Durante il colloquio, però, i pm avrebbero rilevato ulteriori contraddizioni nella sua versione rispetto a quanto già dichiarato. A quel punto, secondo quanto appreso in mattinata, l’interrogatorio sarebbe stato interrotto e il custode indagato per falsa testimonianza.