Formazione, sbloccati 600 mandati di pagamento

Una lunga lista: assistenza tecnica, rendicontazione, costo standard, finanziamento comunitario, Piano Giovani, privatizzazione del settore, precarizzazione dei lavoratori. E ancora, rifinanziamento della legge regionale 24 del 6 marzo 1976, obbligo scolastico e sportelli multifunzionali.

Queste, le criticità venute fuori nel corso della trasmissione “L’angolo di LinkSicilia” andata in onda ieri su Tele Rent.

Proviamo ad approfondire le diverse questioni facendo una doverosa premessa. Stamattina apprendiamo dall’assessorato regionale Istruzione e Formazione professionale che sono stati emessi circa 600 mandati di pagamento riguardati sia il primo sia il secondo acconto relativi all’Avviso 20/2011. Una boccata d’ossigeno per i lavoratori degli Enti destinatari dello sblocco dei finanziamenti. Come dire che, anche se in notevole ritardo, “tutto è bene ciò che finisce bene”.

Una chiosa. I ritardi nella emissione dei mandati di pagamento, ci sentiamo di sottolineare, non possono essere imputati ai cinque funzionari, temporaneamente assegnati dal dipartimento Lavoro al dipartimento Formazione professionale. Brucia ancora l’epurazione di 60 dipendenti, tra dirigenti, funzionari e impiegati del dipartimento, mai sostituiti. Azione del Governo regionale che ha paralizzato l’attività amministrativa.

Ma torniamo all’approfondimento dei temi caldi emersi nel corso della citata trasmissione televisiva. L’assistenza tecnica è costata, ad oggi, oltre 21 milioni di euro, con risultati pessimi in termini di accelerazione delle procedure e di supporto di consulenza, rivelatosi deficitario. Sulla rendicontazione nessun provvedimento risulta essere stato assunto dall’assessore Nelli Scilabra, per ridurre i tempi per la chiusura delle partite di “dare” e “avere” dei corsi conclusi. Ritardi stimabili in almeno dieci anni.

Sul costo standard, innovazione introdotta dalla gestione LAC (Lombardo, Albert, Centorrino), gli effetti si sono rivelati deleteri. Accolto favorevolmente dalle associazioni degli Enti formativi, poiché avrebbe dovuto garantire trasparenza e pagamenti correnti, il costo standard ha prodotto confusione e ritardi imperdonabili. Paradossale, poi, la “scomparsa” di almeno 1,6 milioni di euro. Nessuno ne parla; dall’assessorato le bocche restano cucite, lo stesso dipartimento regionale della programmazione dei fondi comunitari non è a conoscenza dell’utilizzo messo in atto da parte del precedente Governo regionale.

Sul Piano Giovani abbiamo dedicato, qualche giorno, fa un approfondimento. Ricordiamo che il prossimo 22 aprile si riunirà il Comitato per l’autorizzazione all’utilizzo di dette risorse. Come mai il Governo ha atteso oltre sei mesi per una riunione così importante non è dato sapere. Ma la politica ci ha abituato a giustificare ogni cosa.

Sottolineiamo che, sul citato Piano, si consuma una dura contrapposizione tra il precedente Governo, che ne aveva previsto il finanziamento della seconda annualità dell’Avviso 20/2011 e il Governo attuale, che intende impegnare 45 milioni di euro per l’avvio del processo di riqualificazione di 10 mila lavoratori e per la pubblicazione di un nuovo bando pubblico.

Sulla privatizzazione del settore si è detto tanto. Il fautore dell’ingresso di società di capitali è stato Ludovico Albert (già dirigente generale al dipartimento Istruzione e Formazione professionale,) col supporto dell’allora assessore, Mario Centorrino. Una scelta servita per “congelare” la legge regionale n.24/76 e magari sostenere qualche Ente amico. Effetto consequenziale della privatizzazione è stato quello di precarizzare il rapporto di lavoro del personale assunto a tempo indeterminato e, a oggi, ancora garantito da quanto previsto dall’articolo 2 della legge regionale n.25 del 1 settembre 1993. Paradosso dei paradossi è che esiste un quadro legislativo di garanzia dei lavoratori, ma né il governo regionale, né il Parlamento siciliano se ne sono accorti.

Sull’iniziativa del Movimento 5 stelle, che ha portato ad approvare in Commissione legislativa Cultura e Lavoro all’Assemblea regionale siciliana, un emendamento volto a finanziare il Capitolo 717910, cioè l’articolo 4 della legge regionale 24 del 6 marzo 1976, restiamo perplessi per via degli incredibili tagli che il Governo presenterà nel testo della finanziaria. Uno scenario per niente confortante.

Dica, a questo punto, il Governo quale linea intende sposare. Il personale della formazione, e le loro famiglie, senza dubbio, lo meritano.

 


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