Formazione, le Fiamme Gialle passano a setaccio appalti, Enti e soldi in tutta la Sicilia

Non si arresta l’onda anomala che sta colpendo il settore della formazione professionale in Sicilia. Dalle parole e dai sospetti si è passati alle inchieste giornalistiche nazionali e regionali. Ma adesso la palla è passata nelle mani dell’autorità inquirente. Con meticolosità gli uomini della Guardia di Finanza stanno procedendo a controlli a tappeto. Attività di verifica che investe non solo gli uffici della pubblica amministrazione, ma anche le sedi di diversi Enti formativi.

Si ipotizzano operazioni alquanto strane, come la realizzazione di corsi fantasma, assunzioni oltre il 31 dicembre 2008 poi retrodatate, spese di gestione gonfiate con l’emissione di false fatturazioni, consulenze vietate, rendicontazioni che parrebbero chiuse “con leggerezza” attraverso rimborsi a piè di lista da parte degli uffici dell’assessorato regionale per l’Istruzione e Formazione professionale.

Particolarmente monitorate le province di Messina e Catania che più hanno attratto l’attenzione per gli illustri personaggi che hanno massicciamente investito economicamente e politicamente nel settore in maniera alquanto “invasiva”. Volendo ricostruire le ultime ore vissute tra indiscrezioni, smentite e conferme, ricordiamo che ieri mattina gli uffici dell’assessorato regionale per l’Istruzione e la Formazione professionale sono stati interessati da un accurato controllo da parte delle Fiamme Gialle di Palermo.

Nel corso della giornata, che ha registrato l’avvio dello spoils system con la “cacciata” di Ludovico Albert, l’ex dirigente generale del dipartimento al ramo è stato ascoltato per diverse ore nei locali della Procura della Repubblica di Palermo. A Catania la Procura della Repubblica ha messo il naso negli appalti milionari della formazione professionale (bando di 1 milione e 230 mila finanziato con i fondi del Por 2007/2013 “per l’aggiudicazione definitiva dell’appalto per l’affidamento del servizio di Rafforzamento delle capacità d’azione delle Autorità per l’Amministrazione della Giustizia della Regione Sicilia”). Il bando è stato affidato alla Iraps Onlus, escludendo la Lattanzio e Associati che avrebbe fatto risparmiare 400 mila euro di fondi pubblici.

Ma è a Messina che la Guardia di Finanza sembra avere inferto il colpo più duro. Infatti da quanto si apprende attraverso le pagine del quindicinale “Centonove” di oggi, gli uomini della Guardia di Finanza hanno fatto visita nella sede dell’Aram di Messina, nella mattina del 21 novembre 2012. Sequestrando documenti e carte. Le indagini delle Fiamme Gialle sugli Enti di formazione avevano già toccato l’Ancol con la notifica dell’avviso di garanzia con l’accusa di truffa indirizzato a Melino Capone. Personaggio di spicco in quanto ex assessore alla Mobilità della Giunta guidata dall’ex Sindaco, Giuseppe Buzzanca, e presidente dell’Ancol.

L’inchiesta si sta espandendo a macchia d’olio. Nel mirino ci sono Enti di formazione riconducibili ai politici più importanti di Messina: oltre l’Aram, che fa parte della galassia di Enti del parlamentare nazionale del Pd, Francantonio Genovese, le indagini hanno preso di mira l’Efal, Ente di formazione del Movimento Cristiano dei Lavoratori guidato da Nicola Papa e riconducibile a Fortunato Romano (ex Cisl e già parlamentare regionale dell’Mpa, vicinissimo al’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo); l’Issvir, Ente di formazione presieduto da Francesca Giardina, figlia di Giovanna Crifò, consigliere comunale a Messina tra le fila del Pdl. Politico assai vicina in passato al coordinatore di Fli in Sicilia, Carmelo Briguglio, poi al parlamentare regionale Santi Formica (Pdl) e, da ultimo, allo stesso ex Sindaco Buzzanca. Nel mirino pare rientri anche il Cufti vicino al già citato Carmelo Briguglio. E non è ancora finita. La sensazione è che si sia solamente agli inizi di una nuova fase: quella dell’operazione ‘trasparenza’ del settore, prima che politica, giudiziaria.

 


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