Formazione/ La tregua Governo Crocetta-sindacati è già finita, lavoratori in piazza il 22 ottobre

ANCHE CGIL, UIL, SNALS E USLAL ADERISCONO ALLA SCIOPERO. NEL MIRINO DI SINDACALISTI E LAVORATORI, L’OPERATO DELL’ASSESSORE NELLI SCILABRA

È durato meno di 24 ore il tentativo – a quanto pare fallito – del Governo regionale di ‘imbambolare’ ancora una volta lavoratori e sindacati con parole ad effetto e buone intenzioni. La dichiarazione ‘tranquillizzante’ ‘urbi et orbi’ del governatore Rosario Crocetta, dopo “l’esito positivo” dell’incontro dello scorso 16 ottobre con associazioni degli enti e sindacati dei lavoratori, si è svuotato inesorabilmente di fronte alla convinzione dei lavoratori e dei sindacalisti che si tratti solamente di ‘aria fritta’.

Insomma, anche i dirigenti dei sindacati che tre giorni fa avevano lasciato intendere che l’ennesimo accordo con il Governo regionale si sarebbe potuto firmare, ci hanno ripensato. Per arrivare alla conclusione che la sceneggiata del 16 ottobre altro non è che il tentativo di costruire un alibi all’assessore Nelli Scilabra per presentarsi il 22 ottobre prossimo davanti il Parlamento siciliano per difendersi dalla mozione di censura.

Forse spinti da una base che ormai non crede più alle promesse dell’accoppiata Crocetta-Scilabra, i sindacati annunciano nuove proteste e iniziative per alzare il livello dello scontro con il Governo regionale.

IN tutto il mondo sindacale del tormentato mondo della Formazione professionale siciliana sono i lavoratori – come si conviene ad ogni democrazia – a prendere l’iniziativa. Lavoratori che vivono sulla propria pelle l’assurda politica di ‘macelleria sociale’ messa in atto e perseguita senza indugi dal Governo Crocetta. 

La Cisl siciliana ieri, a Palermo, ha gridato basta ad un Governo che non dà risposte alle emergenze occupazionali. Come abbiamo ampiamente raccontato in altra parte del giornale, il segretario generale della Cisl in Sicilia, Maurizio Bernava, come gli capita spesso negli ultimi tre mesi, è stato molto duro con il governatore Crocetta, accusandolo senza mezzi termini di aver perso due anni di tempo in chiacchiere. Il segretario generale della Cisl dell’Isola ha ricordato le continua “bugie” di Crocetta, la sua “antimafia di facciata” e l’inadeguatezza dimostrata nella gestione del Governo.

Lo Snals Confsal ha preso le distanze dall’esecutivo regionale, così come la Flc-Cgil che ha annunciato una serie di azioni di protesta che culmineranno con lo sciopero generale del 22 ottobre, giorno in cui all’Ars si discuterà della censura contro l’assessore Scilabra.

Anche la Uil Scuola rompe gli indugi e scende in piazza per protestare contro il Governo regionale, aderendo allo sciopero del 22 ottobre. Il sindacato, fino a qualche giorno fa ritenuto più filogovernativo di altri, ha deciso di passare al contrattacco.

Dal sito istituzionale della Uil riportiamo la seguente dichiarazione: “Nessuno sconto al Governo regionale. E’ sciopero il 22 ottobre p.v. Le dichiarazioni dell’assessore Scilabra e del presidente Crocetta confermano la totale incertezza sul futuro del settore Formazione professionale e dei suoi lavoratori, l’Uil non ha più dubbi e proclama lo sciopero regionale della categoria per il 22 ottobre 2014”

A credere alle parole dell’assessore Scilabra sono rimasti solamente le associazioni degli enti formativi che sperano di mettere mano al finanziamento della terza annualità dell’Avviso 20/2011. Poco importa se a conclusione dell’annualità formativa il settore chiuderà per la totale assenza di una programmazione di settore.

Nulla da dire sul proposito nobile degli enti formativi di salvare i lavoratori attraverso il contratto di solidarietà. Resta il fatto che siamo di fronte alla definitiva sconfitta della gestione Scilabra.

Sconfitta che non risparmia nessuno. Non risparmia l’esecutivo regionale che è stato il vero protagonista della ‘macelleria sociale’ e non risparmia la politica regionale che è stata assente e distratta fino a qualche settimana fa, lasciando via libera allo sconquasso del settore per mano del Governo della ‘finta rivoluzione’, quella attuata sparando a zero sul futuro di 8000 operatori, privandoli nel presente del sostentamento.

Non risparmia sindacati tradizionali, autonomi, di base, blog compresi che per troppo tempo hanno dato credito ad un Governo che aveva chiaramente mostrato, sin dal suo insediamento, di voler chiudere i battenti di un settore definito la patria dell’affarismo e dell’illegalità. Non risparmia gli enti formativi che negli anni, non tutti ovviamente, non hanno fatto nulla per garantire la legalità nella gestione delle risorse pubbliche.

A chiarimento di quanto realmente accaduto il pomeriggio del 16 ottobre scorso pubblichiamo, di seguito, la ‘Dichiarazione’, redatta a margine dell’incontro convocato dall’assessore Scialbra. Documento firmato da Giovanni Lo Cicero della Flc-Cgil e da Claudio Parasporo della Uil Scuola Formazione professionale. Alla citata ‘Dichiarazione’ si è associato anche Nino Spallino, del sindacato autonomo Uslal.

Dichiarazione del 16 ottobre 2014

Le organizzazioni sindacali prendono atto della richiesta dell’assessore Scilabra accolta dalle associazioni degli enti gestori di non procedere a licenziamenti.

Pur apprezzando lo sforzo affrontato dall’Amministrazione per la semplificazione e lo snellimento delle procedure di finanziamento per un veloce avvio della seconda annualità del “Piano Giovani” e per l’accoglimento di alcune richieste di precisazione sulle schede individuali per la “mobilità orizzontale”, non possono ritenersi soddisfatte per l’incertezza delle tutele sociali per tutto il personale degli enti che, dichiarato eccedentario, dovesse rimanere parzialmente o totalmente privo d’incarico.

Pertanto, chiedono la convocazione di una riunione in sede di Governo nella quale sia presente l’assessore al Lavoro, Giuseppe Bruno, per le materie di sua competenza.

Ritengono indispensabile che il Governo affronti tutte le problematiche emergenziali del settore, apartire dalle retribuzioni del personale.

Lo Cicero – Parasporo 
Alla dichiarazione si associa l’USLAL 
Spallino

Nota a margine

Resta da capire perché un comunicato di Cgil, Uil e Uslal – nel quale le tre organizzazioni sindacali mantengono i dubbi sulle proposte del Governo e chiedono un’ulteriore riunione con l’assessore regionale al Lavoro – è stato fatto passare mediaticamente come un accordo con il Governo.

Meno male che i lavoratori ci hanno messo una pezza, riportando anche queste tre organizzazioni in piazza.


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