Formazione, ‘caso’ Anfe: gli impegni del Governo

Si respira aria di novità in via Ausonia, sede dell’assessorato regionale Istruzione e Formazione professionale a Palermo? Sembrerebbe proprio di sì. Il taglio col passato viene confermato dall’incontro a sorpresa di ieri tra il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ed un gruppo di lavoratori spontaneamente riunitosi in sit-in davanti la sede dell’assessorato.

Crocetta si è intrattenuto nella tarda mattinata di ieri con i lavoratori, raccogliendo molte indicazioni e assumendo l’impegno di risolvere per quanto possibile le criticità del sistema formativo ereditate dalla precedente gestione. L’altra conferma la raccogliamo da quanto accaduto, sempre ieri e sempre a Palermo, in Piazza Indipendenza dove si è tenuto un secondo sit-in organizzato dalla Cisl scuola e dallo Snals. Un’iniziativa che sembra non avere prodotto alcun passo in avanti, almeno da quello che ci è stato riferito.

Proviamo a ricostruire quello che è avvenuto ieri negli uffici dell’assessorato regionale alla Formazione professionale. Una delegazione di lavoratori in sit-in, come già accennato, si è raccolta davanti l’ingresso dell’assessorato regionale per l’Istruzione e la Formazione professionale sin dalla prima mattinata. I lavoratori sono stati ricevuti intorno alle undici. Infatti, Nelli Scilabra, assessore regionale per l’Istruzione e la Formazione professionale, insieme al dirigente generale ad interim del dipartimento formazione professionale, Anna Rosa Corsello, si è intrattenuta per oltre un’ora con una parte dei lavoratori.

Chi sono questi operatori? Si tratta di una cinquantina di dipendenti dell’Anfe appartenenti al gruppo di centosettantatre lavoratori, posti in mobilità. In buona sostanza, attraverso un accordo siglato dall’Anfe con le organizzazioni sindacali, centosettantatre dipendenti sono stati posti in mobilità secondo quanto previsto dalla legge n.223 del 23 luglio 1991. Tutti lavoratori “esuberanti” e prossimi al licenziamento, che si sono ritrovati in una comune battaglia per assumere direttamente iniziative a difesa del proprio posto di lavoro. E sono stati premiati dall’assessore Scilabra e dal dirigente Corsello, che hanno ascoltato le ragioni dei lavoratori in delegazione, in oltre un’ora di incontro. Cordialità e disponibilità assoluta, quella mostrata nei confronti dei lavoratori dai vertici politico-amministrativi dell’assessorato.

Ma veniamo ai temi affrontati. Si è discusso dei criteri adottati dall’Anfe per stilare la graduatoria del personale da licenziare. Si sono criticati i requisiti utilizzati dall’Ente e si è posta una questione di legittimità in ordine al contenuto dell’accordo siglato con le organizzazioni sindacali. Nello specifico, i lavoratori hanno chiesto agli interlocutori istituzionali di verificare quali siano stati i motivi che hanno indotto l’Anfe ed i sindacati a non attuare quanto previsto dalla delibera di Giunta regionale n.350 del 4 ottobre 2010. Provvedimento, recante la firma del presidente della Regione siciliana pro tempore, Raffaele Lombardo, totalmente disatteso nella parte in cui si dispone che il personale in esubero debba essere ricollocato in Enti o uffici periferici dell’amministrazione regionale o delle università o, ancora, degli Enti locali. Di certo, non è previsto il licenziamento.

Non solo. E’ stato inoltre sottolineato il disagio, per via della mancata corresponsione di diverse mensilità e del Trattamento di fine rapporto (Tfr). Critici nei riguardi dell’Anfe, i lavoratori hanno affondato il colpo sull’utilizzo dell’ammortizzatore sociale in deroga da parte del proprio Ente. Cosa che avrebbe dovuto evitare la pratica del licenziamento. Un’azienda viene ammessa alla Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd) solo dopo che la stessa abbia assicurato la ripresa produttiva successiva allo scadere della copertura reddituale sostitutiva (Cigd). E questo, stante sempre alla ricostruzione dei fatti, non sarebbe accaduto.

Dal canto loro, sia l’assessore Scilabra (nella foto a destra tratta da sicilia24news.it), sia la dirigente generale Corsello, con spirito collaborativo hanno assunto precisi impegni. Intanto quello di appurare, da subito, criteri, requisiti e contenuti dell’accordo sindacale che ha portato all’applicazione della legge 223/91 anziché, come sottolineato dalla Corsello nella qualità anche di dirigente generale del dipartimento regionale Lavoro, della procedura interna disciplinata dalla Circolare assessoriale n.10 del 1994. Circolare, quest’ultima, che attua in Sicilia quanto previsto dall’art 2 della legge regionale n.25 del 1° settembre 1993 in tema di garanzia dei livelli occupazionali e della continuità lavorativa degli operatori della formazione professionale.

Poi l’assessore Scilabra, col conforto del dirigente generale, ha sottolineato il suo stupore nell’apprendere che non è stato previsto l’avvio, per esempio, di un processo di riqualificazione del personale interessato alla mobilità. Tutti impegni assunti con grande disponibilità e sensibilità sia dall’assessore che dal dirigente generale.

Le parti si sono dati appuntamento a dopo la pausa natalizia per verificare i risultati raggiunti dall’amministrazione regionale. Raggiunto in serata, il Presidente dell’Anfe, Paolo Genco, ha rilasciato in esclusiva una lunga intervista sulle ragioni non condivise del sit-in di ieri ieri mattina.

 


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