E il portale Rai vende musica

(27 febbraio 2004) Roma – Nasce da un accordo tra Rai Trade, Rai Net e Raidue, e con la collaborazione di M.A.D.E. e Buongiorno Vitaminic, il portale della musica www.cd.rai.it online da lunedì 1 marzo.

Uno speciale su Sanremo l’apertura del portale, che prevede una parallela attività redazionale e commerciale. Se da un lato si cercherà di fare informazione su quanto accade nel mondo della musica – da qui la stretta collaborazione con il programma di Raidue “Cd live” -, dall’altro si cercherà di vendere musica ai “clienti” del portale. Più mercato che notizie, dunque, come confermato dalla dichiarazione di intenti degli ideatori del progetto, che non hanno problemi a confermare che «la parte commerciale è stato il punto di partenza». Ovvero: vendere musica online in tutte le forme. Si andrà dai brani in formato digitale, il cui prezzo verrà stabilito in base alle indicazioni fornite dalle major (così viene più volte ribadito in conferenza stampa da Roberto Di Russo, presidente di Rai Trade, e da tutti gli altri diretti interessati), a suonerie, sfondi e loghi. E poi magliette, biglietti dei concerti, cd e tutto quanto fa music business oggi. Un vero e proprio megastore della musica, che lascia il beneficio del dubbio sulla consapevolezza del rischio a cui si va incontro con un’operazione del genere. Già, perché malgrado sanzioni, processi e interdizioni, il mondo della musica online è ancora pieno Far West. Chi naviga lo sa: ognuno scarica ancora tutto quello che vuole. E più tempo passa, più l’ingegnosità di quelli che vengono definiti “pirati” (quasi la musica sia diventata il narcotraffico del momento) cresce. Ci si domanda, infatti, chi nei giorni di Sanremo si scollerà dalla televisione per andare ad acquistare canzoni in formato digitale dal portale Rai, quando, se proprio non vuole andare a spendere gli stessi soldi in un cd o se non è tanto bravo nel sapersele trovare gratis online, può andare sotto casa e comprarne a metà prezzo una copia taroccata sì, ma perfettamente ascoltabile.

Ma è ancora troppo presto per valutare l’entità del business che un’iniziativa del genere riuscirà a raggiungere. E se su qualcosa dobbiamo proprio pronunciarci, lo facciamo sulla grafica del portale: imbarazzante. Un grigiore di fondo che aleggia su tutte quante le pagine, e che mette tristezza tanto quanto le dichiarazioni di rockstar italiane contro la pirateria messe in bella vista nella cartella stampa del portale. C’è Nek che dice: «Quando si tratta di opere musicali, non scaricatele perché fate male a chi, come me, lavora per cercare di fare bene». Le Vibrazioni: «Ciao, siamo Le Vibrazioni e, visto che siamo direttamente coinvolti, vi invitiamo a non scaricare in maniera pirata ciò che viaggia in rete. Internet è un mezzo per la libertà di comunicazione e non bisogna favorire la pirateria. Altrimenti si contribuisce ad arricchire chi guadagna soldi in modo losco». E, ancora, Tiziano Ferro: «Supportare un artista vuol dire acquistare cd originali, pagare 20 € per qualcosa che rimarrà per sempre e che procurerà emozioni e ricordi che non se ne andranno più. La musica ti ha aiutato sempre nei tuoi momenti peggiori, adesso aiutala tu». E poi Giorgia, Pelù, Bisca, e chi più ne ha più ne metta. Che altro aggiungere?


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