Donnie Darko

Nazione: U.S.A.
Anno: 2001
Genere: Fantasy, Fantascienza, Mistero
Durata: 133′
Regia: Richard Kelly
Sito ufficiale: www.donniedarko.com
Sito ufficiale italiano: www.donniedarko.it

Il tempo si avvita su se stesso e un vortice spazio-temporale si apre sullo schermo del cinema che proietta “La Casa” di Sam Raimi. Una vecchia pazza conosce i misteri del viaggio nel tempo. Un ragazzo qualunque della provincia americana conosce tra quanto finirà il mondo, e comincia a fare cose strane, guidato da una forza misteriosa, e pericolosa. Il motore di un aereo, che volerà solo tra una settimana, si schianta sulla sua stanza, ma si salva perché un inquietante coniglio gigante gli ha suggerito di uscire di casa.

Questi gli ingredienti di “Donnie Darko”, il caso cinematografico americano finalmente, con imperdonabile ritardo, nelle sale italiane.
Uscito in America nel 2001, passato quasi sotto silenzio per via dei fatti dell’11 settembre, che catalizzavano tutta l’attenzione degli americani, ma rivalutato grazie al passaparola all’uscita in Dvd. Il film del giovane regista Richard Kelly stupisce per la maturità di narrazione e la profondità di lettura cui si presta.

Non è la scadente pellicola sul mondo degli adolescenti con sfumature fantasy, che ci si potrebbe aspettare a prima vista. E’ invece un film che sa coniugare in sé la commedia familiare, la teen-age story, la fantascienza, il thriller e l’horror.

Sullo sfondo di un’America divisa dalle elezioni presidenziali dell’88, che vedevano Bush sr. opporsi a Dukakis, la storia corre tra riprese di sapore altmaniano e atmosfere alla Lynch, suggestioni horror e fantasy e complicazioni spazio-temporali che determinano situazioni al limite del paradosso.

Stupisce apprendere che si tratta di un’opera prima, per la sorprendente capacità di trovare originali soluzioni narrative. Il quasi esordiente regista dimostra una profonda conoscenza delle strutture cinematografiche, servendosi degli stilemi tipici di tutta una tradizione cinematografica della vecchia scuola, senza concessioni alla spettacolarità dilagante nei film di fantascienza, senza univocità interpretativa che ne sminuisca la stratificazione narrativa, tutto a favore di un prodotto di valore.

La versione italiana, però, ha subito una poco felice manipolazione dell’originale, laddove parti di commento musicale sono state sostituite dalla presenza di una voce fuori campo e sono state ripristinate alcune scene scartate in fase di post-produzione, che rendono il film meno agevole da seguire e allo stesso tempo meno affascinante da un punto di vista interpretativo. Un’antipatica operazione commerciale per rendere fruibile un film non facile ad una prima visione ma che è diventato già un piccolo cult per gli appassionati del genere.


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