Foto Salvo Geraci Fb

Il deputato regionale Geraci (Lega) si dimette dalla commissione Antimafia all’Ars

Tempo di passi indietro, nella commissione Regionale antimafia all’Ars. Salvatore Geraci e Carmelo Pace mollano l’osso. Il capogruppo della Dc, Pace, è tra gli indagati dalla procura di Palermo nel filone che riguarda anche Totò Cuffaro e Saverio Romano. Ed è arrivata oggi la sua autosospensione. Si è dimesso, invece, Geraci, sindaco di Cerda e deputato regionale della Lega. L’esponente del Carroccio è indagato per le presunte minacce al comandante dei vigili urbani «a cui chiese – si legge sull’avviso di garanzia – di scrivere al questore per ottenere la modifica del percorso previsto per la via Crucis. Percorso che imponeva un itinerario differente rispetto a quello tradizionale in quanto quest’ultimo prevedeva una sosta in piazza Generale Cascino, nei cui pressi risiedeva un soggetto appartenente alla criminalità organizzata».

L’opposizione aveva chiesto le sue dimissioni da deputato ma, per ora, sono arrivate solo quelle in qualità di componente della commissione. «Lo faccio per senso di responsabilità e per rispetto dell’organismo parlamentare – ha affermato Geraci – che svolge funzioni importanti che concernono lo studio e l’inchiesta su fatti connessi alla legalità e alla lotta alla criminalità mafiosa. Per la mia attuale posizione di indagato per fatti che esulano dalla mafia, come risulta dagli atti dalla procura di Termini e della Dda di Palermo e come ribadito dal mio avvocato, e sebbene non ci siano automatismi per il disimpegno del ruolo di parlamentare membro dell’Antimafia per il quale sono compatibile ai sensi del regolamento approvato dalla stessa, ho ritenuto di autosospendermi per evitare che la strumentalizzazione da parte di qualche sciacallo la faccia da padrona rispetto al mio diritto a difendermi».

Le reazioni del mondo politico

Diverse le reazioni nel mondo politico. Cafiero De Raho, parlamentare nazionale del M5s, ha chiesto l’istituzione di una commissione prefettizia al Comune di Cerda. Rapida la risposta del sindaco madonita: «Ha affermato, diffamandomi, che avrei voluto – ha spiegato Geraci – che la processione del Venerdì santo del 2022 passasse sotto casa di un boss. Risponderà ai giudici assieme ai suoi colleghi che hanno firmato l’interrogazione al ministro dell’Interno». Geraci aveva già replicato alle accuse arrivate dal M5S tramite il suo avvocato.

Geraci lascia: il commento del presidente Cracolici

La stessa commissione Antimafia aveva chiesto a Geraci di autosospendersi. «I componenti della commissione Antimafia – aveva dichiarato il presidente Antonello Cracolici – hanno il dovere di avere un supplemento di rigore rispetto all’ordinario. Hanno sottoscritto una dichiarazione di responsabilità con la quale affermano di non avere procedimenti penali e di non avere richieste di rinvio a giudizio. Questo riguarda tutti i deputati e quindi anche Geraci». Il deputato del Pd, appresa l’ultima decisione presa da Geraci, ha ritenuto apprezzabile l’autosospensione da lui perché evita «imbarazzi complessivi» alla commissione. Da entrambi i deputati, però, non è arrivata l’intenzione di rinunciare al proprio scranno come parlamentare. Due pesi, due misure. Un passo avanti e due indietro. E intanto la presunta solidità della governance di Schifani perde pezzi e credibilità.


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