Detenuto si suicida nel carcere di Torino: era tra i nuovi pentiti dell’inchiesta Hydra

Si chiamava Bernardo Pace, aveva 62 anni, il detenuto che si è tolto la vita nel tardo pomeriggio di ieri all’interno del carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Il corpo dell’uomo è stato trovato senza vita intorno alle 18.30 al piano terra del blocco Pace era stato condannato lo scorso gennaio a 14 anni e quattro mesi dal tribunale di Milano nell’ambito del processo Hydra, l’inchiesta che ipotizza un’alleanza tra Cosa Nostra, ‘ndrangheta e Camorra. La sentenza era arrivata con rito abbreviato.

Detenuto suicida aveva iniziato a collaborare

Negli ultimi tempi, secondo quanto emerso, il 62enne aveva iniziato a collaborare con gli investigatori e con la Direzione distrettuale antimafia di Milano, entrando tra i nuovi collaboratori di giustizia coinvolti nella maxi inchiesta. I suoi verbali, raccolti nelle scorse settimane dai magistrati e dai carabinieri del Nucleo investigativo, avrebbero dovuto confluire nel processo con rito ordinario, la cui prima udienza è fissata per il 19 marzo e vede imputate 45 persone, mentre sono 62 i condannati in abbreviato. Pace, insieme a Domenico e Michele Pace, sarebbe stato vicino al mandamento della provincia di Trapani, riconducibile a Paolo Aurelio Errante Parrino, ritenuto parente del boss Matteo Messina Denaro.

Alla luce del profilo del detenuto, la procura di Torino dovrebbe disporre l’autopsia sul corpo e aprire un fascicolo, verosimilmente per istigazione al suicidio, come atto dovuto per chiarire le circostanze della morte.


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