Il viaggio di solo ritorno da Londra a Ferla: «Nel mio locale solo prodotti del territorio»

Da Londra a Ferla. Un viaggio di solo ritorno quello di Daniele Azzaro. Originario della cittadina del Siracusano – che è uno dei borghi più belli d’Italia ma a rischio spopolamento – ha preso alla lettera il nome del bando comunale Mollo tutto e vado a Ferla. E il 29enne a casa è tornato per realizzare il suo progetto imprenditoriale. «Un cocktail bar esperienziale dove utilizzo solo prodotti del territorio», spiega a MeridioNews. «Un concetto che – sottolinea il sindaco di Ferla Michelangelo Giansiracusa al nostro giornale – va anche oltre quello della restanza».

Coraggio, radici e futuro

Andato via da Ferla appena maggiorenne diretto a Londra, Daniele Azzaro c’è tornato dopo quasi dieci anni per aprire il suo bar. Con un bagaglio di conoscenze ed esperienze che «adesso ho deciso di riversare nel mio territorio, per valorizzarlo in un modo diverso». Un aggettivo che è anche il nome che il 29enne ha scelto per il suo locale inaugurato da appena due settimane. Con un investimento importante sostenuto, in piccola parte (con un contributo di 18mila euro a fondo perduto), anche dal bando comunale Mollo tutto vado (o resto) a Ferla. «È una scelta che sa di coraggio, di radici e di futuro che – afferma il primo cittadino – siamo contenti di avere potuto accompagnare».

Ferla: un luogo dove fare impresa

E quello del giovane tornato da Londra per aprire un bar non è l’unico progetto che il Comune di Ferla ha sostenuto nell’ultimo periodo. «In quattro anni – spiega il sindaco – abbiamo distribuito circa 180mila euro su quattro avvisi per incentivi per attività imprenditoriali». Con i fondi dello Stato per i Comuni marginali e delle somme risparmiate dall’ante nel periodo del Covid, sono nate (o sono state rigenerate) 15 imprese a Ferla. «Ora, per esempio – continua Giansiracusa – abbiamo qui un ristorante, che prima non c’era». E poi un negozio di abbigliamento, una sartoria, una bottega di alimenti senza glutine e anche un laboratorio di pasticceria. Ferla è diventato, insomma, un luogo dove fare impresa. «Credo – aggiunge il primo cittadino – che sostegni di questo tipo facciano bene a territori a rischio spopolamento. Più di quelli tipo Case a un euro o a proposte come la fiscalità di sviluppo per le Zone franche montane».

Diverso: il bar del 29enne tornato da Londra a Ferla

«Lavoro dietro i banconi degli altri da quando avevo 14 anni. Adesso, finalmente ne ho uno tutto mio ed è Diverso», racconta a MeridioNews Azzaro che nei suoi quasi trent’anni ha sempre lavorato nel mondo della ristorazione. «A Londra, anche in uno dei migliori cento cocktail bar del mondo». E chissà che, prima o poi, in questa classifica rientri anche il bar che ha aperto a Ferla. «Intanto – dice Azzaro – la scommessa è farne un locale dal respiro internazionale ma restando ancorato al territorio degli Iblei». Da quei monti del Siracusano, infatti, arrivano tutti i prodotti che utilizza per cibo e cocktail. Dall’olio d’oliva al miele di zagara di arancia di Sortino, dal melograno ai pipi corni di Ferla (una varietà di peperoni piccoli e curvi). «Non mi allontano – conclude – dal raggio di una trentina di chilometri. Ma bastano per sperimentare sempre cose nuove».


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