Da Comiso a Sondrio in bici. L’impresa di Leonardo Cavazzi: «Il viaggio e il suo significato superano la fatica»

Con le gambe stanche ma lo sguardo colmo di entusiasmo, Leonardo Cavazzi – 62 anni – porta con sé una storia fatta di fatica in sella alla bici, ma soprattutto di bellezza e memoria. Partito lo scorso 6 luglio da Comiso, in provincia di Ragusa nel cuore degli Iblei, ha percorso 2132 chilometri in bicicletta, seguendo la costa tirrenica attraverso sette regioni italiane, fino ad arrivare nei luoghi più significativi della sua vita, dell’Unità d’Italia e non solo. Cavazzi, originario di Sondrio, che sarà anche la tappa finale del suo viaggio, ha vissuto per 42 anni a Cengio, in provincia di Savona, insieme alla madre. Poi è stata lei a trasferirsi in Sicilia, proprio a Comiso, dove oggi Leonardo vive e da dove ha preso il via questa avventura con il sostegno dell’amministrazione locale. Cavazzi ha un passato da lavoratore nel settore privato e poi come dipendente comunale proprio a Cengio, nella Val Bormida. Ma soprattutto, è un uomo appassionato di sport, cicloturismo, alpinismo e trekking.

Quando ci racconta la sua storia si trova a Santena la città natale di Camillo Benso conte di Cavour. Una pizza e una birra fresca prima di andare a letto perché l’indomani ci sono ancora dei chilometri da percorrere in sella. «Da dieci anni non facevo cicloturismo per una serie di ragioni, ma da metà aprile ho ripreso – racconta a MeridioNews – La bici è stata la mia vita: ho iniziato nel 1992 e questo è il mio 19º viaggio. Andare in bici e viaggiare ti porta a conoscere tanti posti e tante persone. Io sono curioso, chiedo molto. Diciamo che la bicicletta è il mezzo che mi è servito a crescere. Ho toccato tutti i continenti, tranne l’Africa. Si parte sempre con la media di 100 chilometri al giorno ma in quello attuale ci sono anche incontri istituzionali». I viaggi di Leonardo però non sono solo fatica ma hanno soprattutto storie da raccontare e fili da unire. Il progetto attuale da Comiso a Sondrio si intitola Dal deserto dei Monti Iblei ai ghiacciai delle Alpi e va oltre l’impresa sportiva: è un viaggio spirituale, umano e culturale. A riconoscerne il valore anche il Vaticano, che ha concesso il patrocinio ufficiale del Giubileo 2025. Giovedì scorso Cavazzi è stato accolto a Genova, nel municipio di Palazzo Doria – Tursi, dal consigliere comunale Enrico Vassallo. In dono ha portato il gagliardetto del Comune di Comiso, quello di Avola e Messina, e una pubblicazione storico-turistica che racconta il suo territorio. Per l’arrivo a Sondrio ha invece in valigia una bandiera della Sicilia.

«Il primo significato di questo viaggio, essendo valtellinese, era quello delle Olimpiadi di Milano-Cortina – spiega – Quest’anno, poi, sono anche 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale: dallo sbarco in Sicilia fino ad Anzio e altri luoghi simbolici. L’altro è il Giubileo del 2025. E poi c’è l’Unità d’Italia, partendo dai Borboni in Sicilia fino a posti come Teano e Santena, che ho inserito per dare un significato complessivo a questo percorso». I viaggi del 62enne un significato lo hanno sempre avuto d’altronde. «Con il mio amico Gianni Giacometto ho fatto dieci viaggi. Il primo lungo e sponsorizzato è stato nella penisola iberica: 6.500 chilometri in un mese e mezzo. Il significato era visitare quei luoghi vent’anni dopo la caduta dei fascismi di Salazar e Francisco Franco. Sono stato in Australia. Nel 1996 negli Stati Uniti, e in quel caso il titolo era Una volta c’erano gli indiani d’America»

«Nel 1998 siamo stati a Capo Nord con l’obiettivo di incontrare Overland Tre (spedizione del programma televisivo, ndr), rientrando con i loro camion. Nel 1999, a un anno dal Giubileo del 2000, ci è venuto in mente di andare fino a Calcutta. Poi sono stato nei Paesi dell’Est per celebrare l’ingresso di alcuni Stati nell’Unione Europea». Ci sono poi le spedizioni in Canada e a Cuba per celebrare i 50 anni dalla rivoluzione. Il percorso del 62enne adesso proseguirà in Piemonte, Lombardia e si concluderà proprio a Sondrio, la sua città natale dopo avere percorso circa 2400 chilometri. Una delle tappe simboliche sarà Sotto il Monte, paese natale di Papa Giovanni XXIII. Cavazzi aveva iniziato il viaggio in compagnia dell’amico Dino Naglieri, lombardo di Appiano Gentile, oggi pure lui residente a Comiso. Naglieri ha lasciato però l’impresa a Gaeta e da lì Leonardo ha proseguito in solitaria, dando forma a un racconto che unisce Sud e Nord, radici e futuro, passione e riflessione.


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