A rischio la cronoscalata Monte Erice 2026: l’appello dei sindaci ad Aci Sport

«Si rincorrono voci, sempre più insistenti, secondo cui la Monte Erice potrebbe perdere la titolarità del Campionato Supersalita 2026 in virtù del principio di rotazione». È l’allarmata richiesta di chiarimento inviata all’Aci di Trapani tramite una lettera. A firma dei sindaci di Trapani Giacomo Tranchida, di Erice Daniela Toscano, di Valderice Francesco Stabile, e del presidente del libero consorzio di Trapani Salvatore Quinci. Oggetto: la Cronoscalata Monte Erice 2026, uno degli appuntamenti sportivi automobilistici più importanti e attesi nel panorama siciliano e italiano. Che, ogni anno, richiama sui tornanti del Trapanese migliaia di spettatori. Ma che l’anno prossimo potrebbe non tenersi.

I successi della cronoscalata Monte Erice

La cronoscalata Monte Erice 2026, tra le competizioni siciliane più amate

Niente di personale, scrivono i sindaci, parlando di eventuali «scelte legittime». Pur sottolineando, però, come «una rotazione non dovrebbe penalizzare quelle gare che, negli anni, non hanno mai registrato criticità organizzative né riduzioni del pubblico». Come la cronoscalata Monte Erice, appunto, che «è sempre stata all’altezza del suo nome e delle aspettative del mondo motoristico», ricordano i primi cittadini, pensando all’edizione 2026. Con il supporto dei dati, citati nella lettera: con 276 piloti iscritti nell’ultima edizione, «un dato addirittura migliore dell’anno precedente in cui erano 254». Con quota 330 piloti nel 2022. «La nostra cronoscalata è una delle competizioni più apprezzate a livello europeo e internazionale – scrivono -. Richiama piloti da tutta Italia, ma anche da Paesi fuori dall’Europa, segno di un fascino che va oltre i confini nazionali».

Il doppio rischio del territorio: perdere turisti e identità

Fascino che vale anche per il pubblico. E, di conseguenza, per l’economia di Erice e dei Comuni vicini. «Migliaia di persone arrivano nel nostro territorio per seguire la gara, con importanti ricadute per strutture ricettive, ristorazione, servizi, attività commerciali e l’intero sistema economico locale». Perone di ogni età, per un momento che unisce generazioni. Ma anche un «simbolo identitario – ricordano i sindaci – che, da oltre 60 anni, tiene unite comunità che si riconoscono in questa salita come in un rito collettivo. In una strada che, per un weekend, diventa spina dorsale di un’intera provincia». Fitto di ricordi di famiglia.

La richiesta dei sindaci ad Aci Sport

Tutti motivi per cui i sindaci e il presidente del libero consorzio chiedono ad Aci Sport «di voler considerare tutto ciò, restando disponibili ad un confronto approfondito». Con un ulteriore elemento: «In vista del percorso che porterà Erice a essere Città Europea dello Sport ACES 2027, la Monte Erice rappresenta un pilastro imprescindibile della strategia complessiva di sviluppo sportivo e promozionale del territorio». Non resta che attendere gli sviluppi di questa vicenda.


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