Svolta per gli infermieri: potranno prescrivere e avranno più specializzazioni

Una rivoluzione per il mondo della professione infermieristica, oggetto di una modifica legislativa che introduce tre nuove specializzazioni nello specifico corso di laurea. La vera svolta è rappresentata però dal fatto che potranno prescrivere presidi e ausili sanitari, ma anche indicare trattamenti e tecnologie utilizzabili dall’infermiere stesso. Parliamo dunque di materiali per le medicazioni, dispositivi per le stomie e l’incontinenza, strumenti per prevenire le piaghe da decubito e simili.

Riconoscimento professionale ed economico

«È una qualifica superiore, per cui si tratta di un riconoscimento importante, oltre che di un avanzamento professionale – riferisce a MeridioNews, Antonino Amato presidente dell’Opi Palermo -. Questo è un risultato che come Ordine cerchiamo di raggiungere da sei anni, anche per rendere più attrattiva la professione, non soltanto a livello economico».

Con una specializzazione di questo genere l’infermiere ha più responsabilità e ciò deve essere considerato durante l’inquadramento contrattuale, traducendosi in un riconoscimento anche economico. «Ovviamente dovranno essere riviste le dotazioni organiche per inserire queste nuove figure specialistiche» sottolinea ancora il presidente dell’ordine provinciale. Saranno, dunque, soltanto gli infermieri con la laurea magistrale a poter prescrivere le ricette.

I nuovi corsi di specializzazione

Fino all’introduzione della nuova normativa, dopo la laurea triennale un infermiere poteva scegliere soltanto una specializzazione in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche, indirizzata ad aprire la strada della carriera manageriale. Con la modifica del decreto dell’8 gennaio 2009 sulle classi di laurea nelle professioni sanitarie trasmessa al Parlamento il 31 dicembre, sono stati inseriti tre nuovi percorsi magistrali biennali.

La specializzazione in Cure primarie e sanità pubblica mira a formare professionisti delle cure primarie, destinati alle Case e agli Ospedali di Comunità che stanno sorgendo sul nostro territorio grazie al Pnrr. Ma potranno orientarsi anche sull’assistenza domiciliare o territoriale. Alle Cure intensive e nell’emergenza è riservata la seconda nuova specializzazione, idonea a formare professionisti che possano operare in situazione di alta complessità come le terapie intensive, blocchi operatori e pronto soccorso. Il terzo nuovo corso specialistico non poteva che essere dedicato alle Cure pediatriche e neonatali , utile per lavorare nei reparti ospedalieri dedicati e negli ambulatori territoriali specializzati. Sarà possibile accedere anche agli ospedali pediatrici di alta specialità.

I nuovi corsi potrebbero partire dall’anno venturo: «Bisogna ancora strutturare i percorsi accademici delle specializzazioni introdotte – precisa al nostro giornale Salvatore Vaccaro, sindacalista del NurSind Catania -. Se questo passaggio viene terminato entro maggio più o meno, potremo anche pensare di avviare tutto già a settembre, altrimenti si partirà dall’anno accademico 2026-2027».

Le reazioni di Ordini e sindacati alla svolta degli infermieri

I sindacati degli infermieri si sono detti soddisfatti di questa apertura verso una professione fondamentale per fornire un’assistenza sanitaria adeguata agli standard dei nostri tempi. Non la pensano allo stesso modo i medici che invece sono sul piede di guerra. Anche se il pomo delle discordia riguarda la prescrizione delle ricette, pur non trattandosi di farmaci: «Traslare competenze mediche verso professioni a più basso costo, che hanno avuto una formazione che è costata di meno» ha dichiarato il sindacato dei Medici Italiani (SMI). Sulla stessa linea anche Anaao Assomed, Cimo-Fesmed, Fimmg e Sumai , secondo cui questa modifica sarebbe «l’ennesimo blitz perpetuato in spregio a un preliminare confronto con i medici cui, di fatto, sono attribuite inequivocabili prerogative nella diagnosi e terapia».

«Non capiamo certe polemiche, anche perché la professione medica e quella infermieristica hanno dei campi di competenze molto specifici. Qui infatti non si tratta di prescrivere medicinali, ma presidi che sono di uso prettamente infermieristico – chiarisce infine Antonino Amato -. Noi, al termine di un lavoro così lungo e delicato, vediamo finalmente l’aurora».


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