Siracusa esclusa dai ristori per gli incendi del 2023: «Chiediamo i motivi e non ci rassegniamo»

«Abbiamo deciso di non rassegnarci e di contrastare il devastante fenomeno degli incendi che ha colpito la provincia di Siracusa». È questa l’idea con cui è nato il comitato antincendio siracusano, un’associazione spontanea di cittadini che si è costituita dopo i roghi nel Siracusano a luglio del 2023. «Il nostro obiettivo è anche tutelare i luoghi della provincia di Siracusa che hanno subìto danni da quei disastrosi incendi dell’estate di due anni fa». Fiamme che, secondo i dati dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), alla fine del mese di agosto del 2023 hanno colpito in particolare la Sicilia.

Le province con la maggiore superficie interessata dagli incendi sono state Palermo (oltre 15.800 ha, di cui il 20 per cento foreste), Messina (oltre 5.300 ha, con il 19 cento di foreste) e Siracusa (oltre 4.300 ha, con il 23 cento di foreste). «La Sicilia – sottolineano dal comitato – ha avuto il triste primato di essere la prima regione con la maggiore estensione di territorio bruciato da mani criminali, che ha determinato la distruzione di vaste aree di boschi, terreni ricchi di biodiversità e anche la morte di quattro persone». A seguito di tutto questo, il governo nazionale ha stanziato 6,1 milioni di euro come ristoro per i danni subiti dalle abitazioni inserendo nella dichiarazione di Stato di emergenza: Palermo, Messina, Catania e Trapani ma non Siracusa.

Siracusa, infatti, pur essendo la quarta provincia a livello nazionale, più fortemente colpita dagli incendi (con 4.300 ettari di superficie bruciata, di cui il 23 per cento di boschi) è risultata in modo incomprensibile esclusa dai ristori nazionali. «In questi mesi abbiamo cercato di capire quale sia stata la causa di tale esclusione – affermano dal comitato antincendio – chiedendo anche l’accesso agli atti del Comune di Siracusa e accertando che la protezione civile regionale ha ritenuto di escludere la provincia di Siracusa dai ristori legati allo Stato di emergenza». Da parte del comitato antincendio siracusano è partita, dunque, una campagna per chiedere il reinserimento della provincia di Siracusa nel piano dei ristori. Motivo per cui alcuni degli attivisti sono stati pure ascoltati in audizione dalla commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana. «In seguito – lamentano – tante promesse sono state fatte, ma nulla in concreto è stato operato».

Eppure, il ministero del Turismo con un decreto ha disposto dei ristori ai viaggiatori e agli operatori del settore turistico e ricettivo, colpiti dagli incendi nella regione Sicilia e Sardegna nell’estate del 2023 con l’istituzione di un fondo da 15 milioni di euro. «Ma – si chiedono dal comitato siracusano – i danni ai proprietari di abitazioni, arrecati dagli incendi in provincia di Siracusa, non rientrano tra le calamità naturali? Siamo coscienti – aggiungono – che il danno subito da parte dei proprietari di case, terreni e in particolare da coloro che hanno perso i loro cari non potrà mai essere “ristorato” da qualche centinaio di migliaia di euro, ma pensiamo che sia di una enorme gravità subire oltre al danno anche la beffa di non avere alcun riconoscimento». Ed è per questo che il comitato antincendio, con una richiesta formale inviata al presidente della Regione Renato Schifani e a tutti i capigruppo all’Ars, chiede «che le motivazioni che hanno provocato l’esclusione della provincia di Siracusa dal programma di ristori, siano ridiscusse e che – concludono – venga inserito un finanziamento regionale integrativo per sostenere anche i proprietari che hanno subito danni alle abitazioni».


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