Voleva salvare la sua villetta e la campagna dalle fiamme, in un tentativo che gli è costato la vita. È morto Salvatore Giglia, il 26enne gravemente ustionato due giorni fa durante l’incendio a Ciminna, nel Palermitano. Il giovane è deceduto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo. «Siamo una comunità sconvolta. Le case e gli uliveti […]
Ciminna, morto il 26enne Salvatore Giglia: voleva salvare la sua casa dall’incendio
Voleva salvare la sua villetta e la campagna dalle fiamme, in un tentativo che gli è costato la vita. È morto Salvatore Giglia, il 26enne gravemente ustionato due giorni fa durante l’incendio a Ciminna, nel Palermitano. Il giovane è deceduto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo. «Siamo una comunità sconvolta. Le case e gli uliveti si ricostruiscono, ma qui piangiamo la morte di un giovane brillante – commenta all’Adnkronos il sindaco di Ciminna, Vito Barone, porgendo le condoglianze alla famiglia -. Un ragazzo che si occupava del sociale, sempre disponibile. In occasione delle esequie sarà proclamato il lutto cittadino». Il funerale sarà domani, alle ore 16, nella parrocchia Santa Maria Maddalena, la chiesa madre di Ciminna, e sarà presieduto dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.
La procura apre un’inchiesta
La procura di Termini Imerese, intanto, ha aperto un’inchiesta sull’incendio in cui il giovane ha perso la vita. «Stiamo facendo una indagini a tutto campo- dice all’Adnkronos il procuratore Angelo Vittorio Cavallo -. Stiamo raccogliendo testimonianze e cercando le immagini delle telecamere di sorveglianza». A dover essere ancora chiarita è anche la causa del rogo. «È ancora prematuro stabilire se si tratta di incendio doloso – conclude il magistrato -. Tutte le ipotesi sono aperte».
Schifani e la rabbia verso i piromani
«Al dolore si aggiunge una rabbia profonda – scrive in una nota di cordoglio il presidente della Regione Renato Schifani -. Chi appicca un incendio mette a rischio vite umane, distrugge territori, minaccia case e comunità intere. Se sarà accertata la natura dolosa, i responsabili dovranno essere individuati e puniti con la massima severità, senza attenuanti, indulgenze o esitazioni. Servono pene esemplari, controlli serrati e un’azione dello Stato inflessibile».