Una condanna a 3 anni e 4mesi e un rinvio a giudizio. Questo il verdetto stabilito dalla giudice per l’udienza preliminare Marina Rizza per la morte di Chiara Adorno, la studentessa 18enne di Solarino (Siracusa) uccisa la sera del 7 novembre 2023 mentre, insieme al fidanzato, attraversava la circonvallazione di Catania sulle strisce pedonali, all’altezza della cittadella universitaria. Per questo fatto sono […]
L’omicidio stradale di Chiara Adorno, una condanna e un rinvio a giudizio
Una condanna a 3 anni e 4mesi e un rinvio a giudizio. Questo il verdetto stabilito dalla giudice per l’udienza preliminare Marina Rizza per la morte di Chiara Adorno, la studentessa 18enne di Solarino (Siracusa) uccisa la sera del 7 novembre 2023 mentre, insieme al fidanzato, attraversava la circonvallazione di Catania sulle strisce pedonali, all’altezza della cittadella universitaria. Per questo fatto sono imputati, con l’accusa di omicidio stradale, i 27enni Carmelo Ingarao e Salvatore Di Mauro.
La morte di Chiara Adorno e le perizie su velocità e uso di WhatsApp
Ad essere stato condannato è stato Di Mauro. L’uomo quella sera era alla guida di una Fiat Punto. Il mezzo arrotò la 18enne dopo che la ragazza era già stata travolta da Ingarao, che viaggiava a bordo di uno scooter Honda Sh. Secondo la perizia tecnica del pubblico ministero, lo scooter procedeva a poco più di 70 chilometri orari mentre l’automobile guidata da Di Mauro era a 85 chilometri orari, quindi ben oltre i limiti di velocità. Nei confronti dell’automobilista si aggiunge la presunta distrazione dettata dall’utilizzo dell’applicazione di messaggistica WhatsApp.
Dettagli contenuti, come dibattuto durante le udienze, in una perizia tecnica del pm. Un approfondimento redatto anche dai consulenti dei difensori, con gli avvocati che avevano richiesto una ulteriore perizia, terza e predisposta da un tecnico di fuori regione. L’istanza però era stata rigettata. Calcolo della velocità e orari di accesso su WhatsApp erano i punti da chiarire secondo i legali.