La cerimonia del ventaglio all’Ars, Galvagno: «Per l’indagine avrei voluto le telecamere del Grande fratello»

«Se tornassi indietro, metterei una telecamera del Grande fratello per far vedere tutto quello che è successo, per far vedere la verità. Ho sempre agito in buona fede». L’ha detto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno nel corso della cerimonia del ventaglio, rispondendo ai giornalisti in merito all’indagine della procura di Palermo che lo riguarda. «Ho rinunciato all’utilizzo dell’auto blu non per sanare la mia posizione, ma per avere chiarezza. L’ho fatto – ha dichiarato Galvagno – anche nei confronti di chi ci sarà in futuro. Se qualcuno dice che serve un regolamento da scuola elementare va bene anche quello, con le domandine per sapere cosa si può fare e cosa non si può fare. Serve chiarezza», ha precisato il presidente dell’Ars che è indagato per corruzione. «Conoscete il mio rispetto per le istituzioni. Ma dimettermi prima del pronunciamento di un giudice su una richiesta del pubblico ministero che ancora non c’è? Al momento, non posso dire cosa succederà».

Gaetano Galvagno ha poi aggiunto di non avere sentito Giorgia Meloni, «ma – ha annunciato – sento oggi il coordinatore regionale Luca Sbardella. Ho dato la massima disponibilità al collegio dei probiviri del partito dove sarò ascoltato, credo, tra domani e dopodomani. Al momento, non ho né una conclusione delle indagini né una richiesta di rinvio a giudizio, ripeto richiesta che è cosa diversa dal rinvio a giudizio», ha sottolineato il presidente dell’Ars nel corso della cerimonia del ventaglio a Palazzo dei Normanni. «Faccio ancora una volta appello a tutte le forze politiche per trovare il criterio più corretto per l’assegnazione delle risorse», ha aggiunto Galvagno ricordando che «avevo proposto a tutto il parlamento non un regolamento ma una legge che potesse stabilire i criteri per i contributi alle associazioni. Se si vuole immaginare un meccanismo anche per i Comuni, si può fare – ha precisato – ma non credo sarebbe giusto un criterio di finanziamento in base alla grandezza del Comune. Possono esserci comuni piccoli con esigenze importanti». 

«Vorrei che le sedute dell’Ars fossero più brevi e produttive», ha detto Galvagno esponendo i dati relativi alla produttività dell’Ars. «Finora in questa legislatura ci sono state 195 sedute contro le 210 della scorsa legislatura, il tempo medio di ogni seduta è di tre ore e un minuto rispetto alle due ore e 43 minuti della scorsa legislatura, ma guardando anche gli altri parlamenti vorrei sedute più snelle senza diminuire la produttività». Il presidente dell’Ars ha poi detto che i disegni di legge presentati finora nell’attuale legislatura sono stati 960, di cui 809 di natura parlamentare e 151 governativi, a fronte degli 872 della precedente legislatura. «Le leggi approvate, invece, ad oggi sono 79, contro le 65 della precedente legislatura».

Proseguendo nel discorso, il presidente dell’Ars ha anche detto che «ci sono leggi e riforme, come quella sui Consorzi di bonifica, che non sarebbero state approvate in aula neanche se a presiedere fosse stato Maradona. Il punto è che c’è un diffuso bipolarismo, ma non in senso politico, cioè due poli. C’è bipolarismo in qualche deputato al momento del voto. In accordo con il presidente della Regione Renato Schifani – ha aggiunto Galvagno – ho una proposta di abolizione del voto segreto. Questo Parlamento ha la possibilità di scrivere una pagina. Mi auguro che su questo si possa trovare un dialogo anche con le opposizioni e mi auguro soprattutto – ha concluso – che nessuno chieda il voto segreto nel momento in cui si dovesse votare questa riforma importante».


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