L’Etna torna a fare sospendere i voli, in arrivo e partenza, dall’aeroporto di Catania. Zero arrivi e zero decolli, a meno di cambiamenti improvvisi, fino a mezzogiorno di domani. Tutto ciò è causato dalla continua emissione di cenere, con energia variabile, dal cratere di Nord-Est che ha prodotto una nube eruttiva. L’Istituto nazionale di geofisica […]
Foto di L'Etna su Facebook
Cenere lavica dell’Etna, altra sospensione voli all’aeroporto di Catania
L’Etna torna a fare sospendere i voli, in arrivo e partenza, dall’aeroporto di Catania. Zero arrivi e zero decolli, a meno di cambiamenti improvvisi, fino a mezzogiorno di domani. Tutto ciò è causato dalla continua emissione di cenere, con energia variabile, dal cratere di Nord-Est che ha prodotto una nube eruttiva. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Osservatorio etneo di Catania stima sia alta 4 chilometri. La cenere spinta dal vento verso Sud, in direzione dell’aeroporto, ha costretto il Nucleo di coordinamento operativo (Nco), organismo di coordinamento che gestisce il flusso dei voli e la sicurezza dello spazio aereo in situazioni di emergenza, a disporre la restrizione prima da 10 a 4 atterraggi l’ora, per poi passare a zero. Una situazione che ha creato disagi ai passeggeri che erano già in aeroporto e chi doveva arrivare, con voli dirottati o cancellati.
Verificare lo stato del proprio volo
Per questo la Sac, la società che gestisce il Vincenzo Bellini, ha invitato «i passeggeri, prima di recarsi in aeroporto, a verificare lo stato del proprio volo con la compagnie aeree». Un danno notevole per la società che ha in corso un processo avviato per la privatizzazione. Ed è piovuto sul bagnato su Catania colpita da un violento temporale che ha allagato la città, con strade trasformate in fiumi e mercati allagati. Il temporale aveva già costretto l’aeroporto a dirottare dieci voli per il maltempo a Palermo, Trapani e Comiso. Poi il blocco totale per l’emissione di cenere dell’Etna, fenomeno presente da settimane, ma con il vento che, soffiando verso altre direzioni, ha salvato l’aeroporto fino ad oggi. Dal 24 settembre scorso l’Ingv ha alzato a rosso, il più alto grado di allerta su una scala di quattro, l’avviso per il volo, il Vona (Volcano observatory notice for aviation), attorno all’Etna. Che è in attività, ma non esplosiva come si potrebbe pensare. Il vulcano, che è sempre attivo, sta facendo il suo con la degassazione che quasi stabilmente avviene ai crateri sommitali.
Fase di attività eruttiva dell’Etna
Ma dal Nord-Est da alcune settimane c’è una continua emissione di un pennacchio bruno‑rossiccio che, spiegano dall’Ingv di Catania, è l’effetto di una sorta di pulizia del condotto dove si è riversata la lava emessa dal cratere Voragine nella precedente fase eruttiva. Lava che all’interno del cratere si è trasformata prima in polvere di roccia fortemente alterata e poi in argilla dai gas e fluidi estremamente acidi e trascinata all’esterno dal costante getto di gas che attraversa il condotto. Per gli esperti è «un segnale di rimobilizzazione meccanica di materiale solido presente nel condotto, favorito dall’abbassamento della colonna magmatica e dalla conseguente diminuzione della spinta magmatica». Per l’Ingv «non si può escludere che questa fase possa costituire una transizione: da un lato segna la conclusione dell’attività eruttiva precedente, dall’altro potrebbe rappresentare il preludio a una successiva fase di attività, qualora il sistema magmatico dovesse nuovamente pressurizzarsi». Intanto i passeggeri dell’aeroporto scrutano l’Etna per guardare l’attività in corso e, allo stesso tempo, il cellulare in cerca di una soluzione per il loro viaggio.