Catania: 4 reti alla Pro Vercelli, vittoria dopo due mesi Il fattore Massimino e sette nuovi titolari italiani

Il Catania ha vinto. Questa è la notizia. Del 4-0 sulla Pro Vercelli, distante non più dieci ma sette punti in classifica, se ne parlerà tanto in settimana, vuoi solo per la novità. Ai rossazzurri non capitava da due mesi di vincere, esattamente dal 23 Novembre 2014, quando batterono il Latina al Massimino.

Per tornare alla vittoria non è servito cambiare due tecnici (Sannino e Pellegrino), né moduli di gioco, né qualche giocatore. La società ha dovuto cambiare in toto la propria strategia. Bocciato il progetto argentino affidato un anno e mezzo fa all’attuale addì, Cosentino, il club ha delegato a mani e menti italianissime il compito di rivoluzionare la gestione organizzativa, tecnica e sportiva della squadra, usando salsa tricolore.

È arrivato un direttore sportivo italiano. Un nuovo allenatore ed un nuovo vice, italiani. Sette nuovi giocatori, tutti italiani, schierati nell’undici titolare in cui il solo non italiano superstite è Rinaudo, che ha comunque suono italianissimo. E’ tutto ciò che i tifosi chiedevano da tempo e che la società ha ritenuto opportuno fare solo di recente, accortasi d’essere penultima della classifica pur ritenuto di avere un organico da serie A (pure per costo).

Forse anche per questo, parte dei tifosi (come ha ricordato il neo allenatore Marcolin), ha scelto di tornare allo stadio proprio a distanza di quel Catania-Latina. E di certo anche grazie all’apporto dei tifosi al Catania è riuscito più facile vincere. In realtà, almeno per 90 minuti, tutto ha girato talmente bene (pure la la fortuna) da rendere complicato stimare quale fattore possa essere stato più determinante degli altri nel raggiungimento della vittoria. É in fondo questo l’effetto Massimino che era andato perduto. La commistione di diversi ingredienti che rendono magica l’atmosfera e possibile ogni mirabilia.

Stordito più del giocatore della Pro Vercelli dai quattro gol, dal gioco, dalla corsa, dalla grinta del Catania, il tifoso catanese può dimenticare almeno per un giorno o due che la propria squadra è ancora in zona retrocessione, che le servono ancora altri rinforzi (chi può sostituire Calaiò, Maniero, Rosina, Terracciano?), che giocare in casa non è come giocare in trasferta (dove il Catania ha raccolto solo due punti), che sui 57 punti a disposizione dovrà viaggiare alla media di due a partita circa per ambire (sperando anche nel rallentamento degli avversari) alla zona play-off, che un risultato così convincente ed incoraggiante anche il vecchio Catania l’aveva ottenuto, contro l’Entella.

Man mano che la sfida al Perugia sarà più prossima (sabato, ancora al Massimino), allora sarà bene riemerga la consapevolezza, almeno nella squadra, che il Catania, contro la Pro Vercelli, in fondo ha solo vinto. Ha fatto solo quello per cui era stato progettato. E servirà più di un mezzo miracolo per raggiungere l’obiettivo prefissato. Allora sì che quanto adesso resta solo la speranza di un nuovo e buon inizio diverrà, forse, una notizia.


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