Campobello Mazara, chiuse indagini per stupro di gruppo La vittima: «Erano compiaciuti di quello che mi facevano»

La procura di Marsala ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai quattro giovani arrestati a fine aprile dai carabinieri di Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. A denunciare i quattro ragazzi tra i 20 e i 24 anni è stata la vittima, una studentessa 18enne che ha raccontato di essere stata violentata in un villetta nella frazione balneare di Tre Fontane, dove era stata invitata con la scusa di una festa.

Arrivata sul posto, la giovane avrebbe trovato soltanto i quattro. Dopo alcuni momenti trascorsi tra musica e alcol e un rapporto sessuale consensuale in una stanza al piano superiore dell’abitazione con uno di loro, quest’ultimo avrebbe invitato gli altri a fare sesso con lei ma contro la sua volontà. La vittima ha raccontato di avere iniziato a urlare, di essersi ribellata, ma i quattro l’avrebbero violentata procurandole lividi e contusioni in tutto il corpo. Secondo il racconto fatto ai militari, inoltre, mentre lei li implorava di fermarsi i quattro ridevano «compiaciuti di quello che mi facevano».

Lo scorso 2 luglio, la ragazza è stata ascoltata durante l’incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari di Marsala Riccardo Alcamo e ha confermato le accuse. I legali dei quattro giovani hanno evidenziato «contraddizioni e punti ancora oscuri nel suo racconto». I quattro arrestati sono i cugini Eros e Francesco Biondo (di 23 e 24 anni, di Marsala che adesso si trovano nel carcere di Trapani) e Giuseppe Titone e Dario Caltagirone (di 20 e 21 anni, di Campobello di Mazara, che sono stati sottoposti agli arresti domiciliari). Inoltre, un minorenne è indagato a piede libero.


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