È Morto Totò Schillaci, il calciatore partito dal Cep che fece sognare un Paese intero durante Italia ’90

Avrebbe compiuto 60 anni il prossimo primo dicembre Totò Schillaci. Non solo un ex calciatore, ma un simbolo dell’Italia, soprattutto di quella meridionale, di quella che vive lontano dai riflettori e dal clamore dei grandi centri. Bandiera di un’intera nazione che ne ha seguito le gesta durante le notti magiche della calda estate del 1990, quella dei mondiali giocati in Italia. E di una nazionale italiana creata per vincerli quei mondiali, nei quali lui – ragazzo di San Giovanni Apostolo, il quartiere noto a Palermo come Cep, zona difficile, da cui è difficile evadere – portò l’Italia in semifinale.

Schillaci ce l’aveva fatta, masticando l’erba dei campi di periferia, approdando al Messina allenato da Dzenek Zeman e da lì decollando a suon di gol fino alla Juventus, dove arrivò nel 1989, un anno prima di quello storico mondiale in cui da illustre semisconisciuto, insultato persino, quando prese il posto di attaccanti più accreditati come Vialli e Serena, divenne Totogol, il capocannoniere della competizione, secondo nella classifica del Pallone d’oro di quell’anno. Poi il lento declino, una parentesi all’Inter e una carriera chiusa in Giappone, dove pure ha segnato qualcosa come 58 gol in appena un’ottantina di partite.

Dopo il suo ritorno a Palermo, Schillaci ha cercato di restituire un po’ della fortuna ricevuta dal calcio, gestendo i campetti popolari del Louis Ribolla, nella sua periferia. La malattia lo ha colto un paio di anni fa, un tumore al colon da cui il campione era riuscito a uscire; una situazione rivelata durante le riprese del reality Pechino Express e che non gli aveva fatto perdere smalto. Poco importa il risvolto medico, le cure alla clinica Maddalena, dove si trovava persino il giorno in cui arrestarono, proprio lì, il boss Matteo Messina Denaro. Oggi l’Italia piange un uomo che per un po’ di tempo ha portato avanti i sogni della gente, specie qui in Sicilia. E per questo gliene sarà sempre grata.


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