Calcio Catania, giocatori mettono in mora Sigi Stipendi entro 20 giorni sennò si svincoleranno

Precipita la situazione in casa Calcio Catania. L’ennesimo ritardo nel pagamento degli stipendi dei tesserati fa naufragare il rapporto tra la proprietà del club, guidato dalla Sigi, e i calciatori rossazzurri. Proprio i giocatori della squadra allenata da Francesco Baldini hanno rotto gli indugi, attuando un’azione forte ed eclatante e comunicando di aver deciso di mettere in mora la società. Non sono bastate quindi le rassicurazioni dei soci di Sigi, che avevano chiesto fiducia e pazienza ai calciatori etnei anche dopo lo scadere del termine di pagamento delle mensilità di luglio e agosto.

Entro il 18 ottobre era stata infatti saldata solo la prima delle due previste, malgrado nelle ore precedenti a quella data il maggiore azionista di Sigi, Gaetano Nicolosi, avesse promesso alla squadra che non ci sarebbero stati problemi. Così non è stato e il pagamento di agosto è saltato, ma nei giorni successivi sono arrivate nuove parole di conforto da parte della società, che aveva ribadito di avere in programma di saldare gli stipendi a breve. Lo aveva fatto ieri ai microfoni di Sestarete anche l’avvocato Giovanni Ferraù, presidente di Sigi, manifestando la speranza di riuscire in tale intento entro la prossima settimana.

Non è bastato neanche questo per i giocatori rossazzurri che, stanchi di ricevere garanzie non rispettate, hanno informato l’ambiente della loro scelta, chiedendo comprensione a quei tifosi con cui si è instaurato un patto d’acciaio grazie al loro impegno sul campo. La messa in mora della società etnea comporta il pagamento degli stipendi entro 20 giorni, dopo i quali i giocatori saranno liberi di svincolarsi dal Calcio Catania con l’approvazione della Lega Pro.

Questa la nota con cui è stata comunicata la decisione. Il tutto arriva a 48 ore dal fischio d’inizio del match di campionato che gli etnei giocheranno sul campo del Monterosi Tuscia. «Pur avendo confidato nelle rassicurazioni rese pubblicamente e in privato, a oggi la società ha corrisposto esclusivamente le mensilità di luglio 2021 – si legge -. Ciò sta comportando grandi difficoltà economiche, non consentendo a molti tesserati di far fronte alle ordinarie spese familiari, con seri danni personali. Tralasciando tale aspetto, si deve, in ogni caso, sottolineare che l’attuale situazione sta rischiando di compromettere gravemente l’intera stagione sportiva, a causa dell’applicazione di pesanti penalizzazioni che verranno inflitte a seguito di tali inadempimenti. La situazione è purtroppo aggravata dal fatto che, alla data odierna, non solo non sono state rispettate le scadenze relative ai pagamenti della stagione sportiva in corso, ma restano ancora non pagate retribuzioni relative al campionato 2020-2021. A questo punto stante l’insostenibilità del contesto – continuano i calciatori rossazzurri – la squadra ha deciso di mettere formalmente in mora la società al pagamento delle retribuzioni dovute, con l’assistenza dell’Assocalciatori e nelle forme previste dall’art. 17 dell’Accordo Collettivo Aic-Lega Pro-Figc». 

«È una scelta che ci rammarica fortemente e che avremmo preferito evitare – va avanti la nota – ma si tratta di un atto necessario, non solo in quanto finalizzato alla salvaguardia dei nostri diritti, ma anche per garantire al Catania una prosecuzione ordinaria della stagione sportiva anche a tutela del titolo sportivo del club. Riteniamo, pertanto, giusto e corretto che la città sia messa al corrente di tale nostra scelta e siamo certi che la stessa sarà ben compresa da tutti i tifosi del nostro glorioso club, con i quali condividiamo le medesime sofferenze».


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