Bracconieri bloccati in area protetta nel pantano di Lentini: «Era piena di uccelli, ora si sta svuotando»

Due bracconieri nel pantano di Lentini, in provincia di Siracusa, bloccati in area protetta dai carabinieri. «Fino a metà ottobre c’erano migliaia di uccelli – denunciano dalla Lipu – ma adesso l’area umida si sta svuotando».

Bracconieri in un capanno abusivo nel pantano di Lentini

I militari del nucleo di Augusta (in provincia di Siracusa) e i carabinieri forestali di Catania, nei giorni scorsi, sono intervenuti all’interno dell’area protetta. Nel pantano di Lentini hanno identificato e bloccato due bracconieri che si erano appostati in un capanno abusivo. Nei giorni precedenti, infatti, nell’area del pantano (che in realtà ricade nel territorio di Carlentini, sempre nel Siracusano) erano state uccise tre cicogne bianche. Stando a ciò che è stato ricostruito, si potrebbe trattare di esemplari appartenenti al nucleo ben noto e visibile che nidifica sui tralicci lungo l’autostrada Siracusa-Catania.

Il pantano di Lentini «si sta svuotando»

«La zona umida che, fino a metà ottobre, ospitava migliaia di uccelli acquatici, è ora in gran parte svuotata». È questa la denuncia che arriva dalla sezione locale della Lega italiana protezione uccelli (Lipu). A confermare la «natura sistematica del fenomeno del bracconaggio», secondo gli animalisti, non ci sarebbero i capanni di caccia. «Una decina sono stati realizzati solo nelle ultime settimane». Ma non solo. Proprio nell’area del pantano di Lentini dove sono stati bloccati i bracconieri, gli attivisti della Lipu hanno ritrovato una «grande quantità di bossoli freschi». E l’associazione, inoltre, denuncia pure il fatto che «un ambientalista che si era imbattuto in due bracconieri ha trovato le gomme della propria auto tagliate».

Gli appelli della Lipu

L’area dei pantani di Lentini e Gelsari è una istituenda riserva naturale già inserita nel Piano regionale delle riserve dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente. Inoltre, l’area ricade nella Zona di protezione speciale. All’interno, infatti, è vietata l’attività venatoria come previsto dal piano regionale faunistico venatorio e dal vigente calendario venatorio. «Auspichiamo – affermano dalla Lipu – una crescente collaborazione tra polizia provinciale, corpo forestale, carabinieri, guardie volontarie delle associazione ambientaliste e venatorie. Per contrastare il bracconaggio e tutelare una delle aree naturalistiche più belle e ricche di fauna della Sicilia». Gli animalisti, infine, fanno un appello anche alle istituzioni politiche. «Speriamo che, di fronte alla gravità della situazione, l’amministrazione regionale acceleri le misure di conservazione dell’area già in itinere. Per difendere la legalità e la biodiversità».


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