Biglietto ai crateri Silvestri, la vicenda all’Ars. «Favorevoli all’esproprio per pubblica utilità»

L’introduzione del biglietto da 5 euro per accedere ai crateri Silvestri, voluta dall’imprenditore Francesco Russo Morosoli su dei terreni acquistati nel 1997, ha fatto esplodere un problema ben più profondo che adesso è finito pure sui tavoli dell’Ars. «Il caso del ticket ha scoperchiato il vaso di Pandora», denuncia la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Jose Marano, dopo le audizioni che si sono svolte ieri in Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all’Ars. Secondo la parlamentare, il confronto tra istituzioni, categorie e amministrazioni locali ha messo in luce «tutte le fragilità nella gestione di uno dei siti naturalistici più importanti della Sicilia», a cominciare dal mancato aggiornamento del Piano territoriale, strumento ritenuto «fondamentale per qualunque visione moderna e sostenibile del Vulcano».

Il biglietto ma non solo: l’ente Parco ha appena 21 dipendenti

Marano sottolinea come il Piano territoriale non aggiornato abbia prodotto «carenze evidenti nella manutenzione, nell’organizzazione degli spazi, nei servizi ai visitatori e nella tutela stessa dell’Etna».

Le audizioni all’Ars sulla questione biglietto ai crateri Silvestri, aggiunge, «sono state un momento necessario per fare chiarezza». Tra i nodi principali, la criticità dell’ente Parco dell’Etna, che oggi opera con 21 dipendenti contro i 60 previsti. «Con questa dotazione – afferma – non è possibile garantire nemmeno l’ordinaria amministrazione. La Regione non può rimanere spettatrice: deve fornire mezzi, personale e indirizzi chiari». Marano si è detta favorevole alla volontà manifestata dalla Regione di procedere agli espropri per pubblica utilità, precisando: «Nessuna demonizzazione dei privati, ma dai miei accessi agli atti emerge che l’ente Parco non ha rilasciato alcun nulla osta, necessario per avviare attività nel perimetro protetto».

«Ora serve rimettere ordine e tutelare l’unicità dell’Etna»

La deputata annuncia che, superata la sessione di bilancio, sarà necessario «lavorare insieme per riportare equilibrio, sostenere l’industria turistica e garantire ai cittadini la piena fruizione del vulcano».
Obiettivo: «tutelare l’unicità dell’Etna come patrimonio vulcanologico e morfologico di valore internazionale».


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