Bellini, Regione dice no a sblocco assunzioni Lunedì incontro a Palermo con Crocetta

Erano saliti sul tetto del teatro Massimo Bellini, ormai una settimana fa, quando hanno saputo che la richiesta di una deroga al blocco delle assunzioni non era stata ancora inviata a Palermo. Adesso quella proposta è arrivata a destinazione grazie al vicepresidente del consiglio di amministrazione del Bellini Harald Bonura ed Enzo Bianco, ma non è stata accettata. La brutta notizia è stata comunicata ai lavoratori, ancora in protesta, dallo stesso Bonura e dal deputato regionale di Articolo 4 Lino Leanza. «Restiamo qui notte e giorno, i dirigenti a Palermo hanno respinto la nostra richiesta, ma serve una soluzione politica altrimenti le attività del teatro si bloccano», spiega Salvo Agosta, portavoce delle 28 maestranze del teatro, ancora sul tetto.

«Probabilmente un atto dovuto perché si limitano ad applicare le regole, ma che non ci piace per nulla, è vero che le regole vanno rispettate, ma se sono ingiuste vanno cambiate», afferma Antonio Santonocito, segretario regionale del sindacato nazionale autonomo lavoratori e vertenze, aderente alla ConfSal. Lunedì è previsto un incontro a Palermo a cui dovrebbero partecipare il governatore Rosario Crocetta, l’assessora al Turismo Michela Stancheris, Enzo Bianco e i vertici del Bellini.  Santonocito ricorda a Crocetta che «anche attraverso la rivalutazione culturale che può avvenire valorizzando le numerose e pregiate risorse che abbiamo come il teatro Massimo Bellini, si fa lotta alla mafia».

Sia i lavoratori che il sindacalista infine puntano il dito contro le altre sigle sindacali. «Siamo stati abbandonati da tutti, anche dai sindacati che avevano detto di essere dalla nostra parte e che avrebbero dovuto aiutarci prima del blocco delle assunzioni. Chiediamo l’affermazione di un diritto che abbiamo maturato, ma che non ci è concesso a causa della burocrazia», afferma Agosta. «Dove sono gli altri sindacati presenti in teatro? – si chiede il segretario Snalv – Qui si tratta di difendere un sacrosanto diritto dei lavori, non di fare battaglie di parte. Il loro silenzio è assordante».


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