Barcarello, un’altra estate senza passerella sul lungomare «Quei 60mila euro bastano solo per la messa in sicurezza»

«Stiamo accelerando i tempi per poter intervenire il prima possibile». Anche perché i picchi improvvisi di oltre 30 gradi in città spingono sempre più persone a trovare una parentesi di ristoro e freschezza nelle località marittime cittadine, Barcarello compresa. La punta finale della borgata di Sferracavallo, però, riserva naturale a parte (anche quella fin troppo trascurata), avrà ben poco da offrire. Quella di quest’anno infatti sarà l’ennesima estate senza una nuova passerella sul lungomare. L’amministrazione comunale, infatti, starebbe correndo ai ripari per completare gli interventi di manutenzione ordinaria. Ma per avere una passeggiata nuova di zecca si dovrà attendere ancora parecchio. Dovrebbero tuttavia sparire a breve le assi di legno rigonfie, le viti arrugginite e sporgenti e le buche lungo i circa 600 metri che portano alla riserva.

«C’è un finanziamento per una manutenzione, stiamo sistemando tutto e probabilmente porteremo l’argomento in giunta proprio nei prossimi giorni. Ma si tratta solo di una messa in sicurezza», spiega l’assessore all’Ambiente Giusto Catania. «Per rifarla purtroppo serve un progetto di qualche milione di euro, e non un pezzettino, ma rifarla tutta e in pietra, basta legno e ferro perché è difficile che reggano con l’acqua di mare». Sole e salsedine infatti sarebbero stati i maggiori responsabili del neppure troppo lento logorio della passeggiata. Senza contare che la struttura è stata anche montata su blocchi di tufo, un materiale particolarmente poroso e friabile, forse poco adatto a fungere da base per un’opera di questo tipo. Sul finire del 2016 l’esecutivo cittadino approvava un progetto di manutenzione straordinaria, un restyling che sarebbe costato circa 100mila euro, e che avrebbe dovuto comportare interventi più consistenti, diversi da quelli ordinari su ogni singola buca riparata. Una ristrutturazione complessiva annunciata come imminente ma che non è mai avvenuta. 

Estate dopo estate, infatti, ci si è affannati solo per salvare il salvabile. E neanche troppo bene, dato che dall’anno scorso ad oggi sono stati risanati solo tratti di pochi metri della passerella, mentre tutto il resto della passeggiata risulta ancora interdetta ai passanti, rinchiusa dentro alte gabbie di ferro, in alcuni tratti ammaccate o abbattute addirittura. Gabbie e transenne che a breve, però, dovrebbero sparire definitivamente. «Abbiamo avuto un finanziamento extracomunale Gal-Gac di 60mila euro, soldi che serviranno esclusivamente per sistemarla e metterla in sicurezza in vista dell’estate. È un progetto di manutenzione, nulla di più, visto che è pericolosa», chiarisce ancora Catania. Una buona notizia che, però, come negli anni passati, arriva a stagione ormai iniziata. Oggi passeggiare sul lungomare di Barcarello significa ancora dover fare un continuo slalom fra i tratti fruibili e quelli recintati, saltando agilmente i nuovi alberi piantati di recente.

Fino alla tanto agognata riserva naturale, che sembra tutto tranne che un ambiente protetto, a giudicare dalla spazzatura che la devasta in ogni suo angolo. Sacchetti di immondizia stracolmi lungo i viali, bottiglie di birra e altre di plastica abbandonate, sacchetti di patatine e bicchieri, per non parlare delle cicche di sigarette che avvelenano numerose curvature degli scogli, usate come fossero posaceneri naturali. Stendersi con un telo sotto il sole della riserva significa, ad oggi almeno, fare i conti con gli effetti più tangibili e devastanti dell’inciviltà dei fruitori di questo tratto di mare dall’anima selvaggia e irresistibile. Uno scenario che fa pensare che tutta questa bellezza, forse, non ce la meritiamo per niente. Non è un caso che proprio questo tratto di mare ospiti, da stamattina, un’importante iniziativa di recupero e pulizia. Dopo l’appuntamento con MeditiAmo Madre Terra, alle 11, organizzata dall’associazione di promozione sociale Sahaja Yoga Italia e patrocinata dal Comune per meditare sulla spiaggia, nel pomeriggio armati di guanti e pinze telescopiche tutti i partecipanti daranno il loro contributo alla raccolta differenziata per liberare l’arenile dai rifiuti. Tutta l’immondizia rimossa (plastica, metalli, vetro, carta e frazione residua) sarà poi smaltita in collaborazione con la Rap.


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