Una preoccupazione decisamente estiva: regolamentare le figure professionali di guide e istruttori e l’attività dei centri di immersione. Adeguando le regole della Sicilia a quelle nazionali per le attività subacquee a scopo turistico e ricreativo. Con questo scopo il deputato regionale del gruppo Mpa-Grande Sicilia, Santo Primavera, ha presentato all’Assemblea regionale siciliana un disegno di […]
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Attività subacquee in Sicilia: all’Ars il disegno di legge che riscrive le regole
Una preoccupazione decisamente estiva: regolamentare le figure professionali di guide e istruttori e l’attività dei centri di immersione. Adeguando le regole della Sicilia a quelle nazionali per le attività subacquee a scopo turistico e ricreativo. Con questo scopo il deputato regionale del gruppo Mpa-Grande Sicilia, Santo Primavera, ha presentato all’Assemblea regionale siciliana un disegno di legge. «Bisogna eliminare sovrapposizioni e incertezze, che rischiano di penalizzare un comparto strategico per l’economia turistica siciliana – spiega a MeridioNews -. Il disegno di legge, scritto in collaborazione con esperti del settore, punta a uniformare la disciplina siciliana agli standard internazionali, garantendo maggiore sicurezza e snellendo la burocrazia».
La differenza siciliana
Una recente legge nazionale ha definito requisiti professionali, modalità di esercizio dell’attività e standard di sicurezza per le figure di istruttore e guida subacquea e dei centri di immersione e addestramento subacqueo. La Regione siciliana, al momento, disciplina queste figure con una legge del 2004, che prevede requisiti, modalità di abilitazione, registri ed elenchi regionali. Ed è qui che si rischia di creare una disparità. Perché «la nuova legislazione nazionale ha definito un sistema unitario fondato sul riconoscimento dei brevetti – sottolinea il deputato Primavera – rilasciati dalle organizzazioni didattiche subacquee conformi agli standard europei e su requisiti professionali validi per tutta Italia». In Sicilia, però, alcuni professionisti – seppur in possesso dei titoli – resterebbero fuori dal mercato.
I principali punti del disegno di legge
Tra le principali novità previste dal disegno di legge siciliano figurano l’istituzione di un elenco regionale di guide, istruttori subacquei e centri di immersione e addestramento, gestiti dall’Assessorato regionale del Turismo. Per ottenere l’iscrizione sarà necessario possedere il brevetto come previsto a livello nazionale, a cui si aggiungono copertura assicurativa e certificato medico di idoneità, da confermare ogni anno per mantenere l’iscrizione. Il ddl, inoltre, stabilisce tra le sue regole che in Sicilia gli istruttori potranno svolgere anche le attività di guide subacquee e che la professione potrà essere esercitata sia all’interno di centri autorizzati sia in forma autonoma. In quest’ultimo caso, se occasionale, anche senza partita Iva. Ai centri di immersione, sia gestiti da imprese sia da enti senza scopo di lucro, vengono invece imposti precisi requisiti organizzativi e di sicurezza. Dalle attrezzature conformi alle normative europee ai presidi di primo soccorso, compresa la stipula di polizze assicurative per la responsabilità civile e penale.
Un sistema più trasparente
Le strutture, inoltre, dovranno inoltre operare nel rispetto della normativa ISO 24803. Con alcuni accorgimenti a tutela di appassionati e turisti, in grado di rilevare subito un centro a norma, con l’esposizione di un attestato di iscrizione rilasciato dalla Regione, il quale prevede anche di avvalersi solo di guide e istruttori iscritti agli albi regionali italiani. Il provvedimento disciplina, infine, anche le sanzioni per eventuali violazioni. Rimandando a successivi atti l’individuazione delle modalità tecniche per la certificazione e la manutenzione delle attrezzature subacquee. «Adesso il disegno di legge è all’attenzione dell’assessora regionale al Turismo Elvira Amata – conclude Primavera -. Precisando che il documento è approvato delle associazioni di rappresentanza».