Asili nido, Trojano difende il nuovo piano Tempo pieno gestito da personale comunale

Ancora caldo per l’amministrazione comunale il fronte degli asili nido comunali. Oggetto della discordia, come emerso pochi giorni fa, è l’accesso ai fondi del Piano di azione e coesione (Pac). Da una parte i genitori delle strutture incluse nel finanziamento – via Stanislao Cannizzaro e via Calipso – preoccupati per l’arrivo di nuovi educatori che sostituiranno quelli comunali in servizio. Dall’altra l’assessore al Welfare Fiorentino Trojano che difende il suo operato e si scaglia contro quanti portano avanti «interessi corporativi». Il nuovo appuntamento si è tenuto ieri nella sede della seconda circoscrizione (Ognina, Barriera, Picanello, Canalicchio). «È importante affrontare in Consiglio l’argomento», sottolinea Adriana Patella, consigliere in quota Megafono e presidente del comitato di gestione del nido di via Calipso.

«Ci troviamo a progetto già scritto, ma dovevamo essere interpellati. Io così come i presidenti degli asili, che sappiamo come funzionano», specifica. Secondo la rappresentante, l’amministrazione ha agito senza coinvolgere nel nuovo piano i rappresentanti cittadini. Se fosse stata convocata, «io le avrei detto in maniera perentoria che le mamme non vogliono rinunciare alle educatrici», afferma Patella. E precisa: «I genitori non sono contro la giunta Bianco». Il personale in servizio, che da gennaio sarà spostato verso altre mansioni sempre all’interno dell’amministrazione, «nonostante le difficoltà hanno mantenuto altissimi livelli. Via Calipso è un fiore all’occhiello della nostra circoscrizione». E per il malcontento che dimostrano, «non mi sento di dover biasimare le lavoratrici – spiega Adriana Patella – È questa la nostra gratitudine? Mandarle in altri uffici dopo 20 anni?», chiede.

Altro punto in discussione è la mancanza dal portale del Comune del progetto relativo alla rimodulazione. Quello che la consigliera chiama «Il teatro dell’assurdo, Waiting for the project». Senza avere contezza delle novità previste, «come possiamo intervenire per le esigenze del territorio?». E poi c’è l’incertezza sull’obbligo di esternalizzare, ossia affidare i piccoli alunni a nuovi educatori specializzati provenienti da cooperative private. Se l’assessore al Welfare ribadisce che l’indicazione – ricevuta telefonicamente – proviene dal ministero dell’Interno (ente che elargisce i fondi Pac), Patella ribatte che non ci sono informazioni simili né tra le fonti disponibili online e nemmeno nella Gazzetta ufficiale della Regione. Ne sarebbe riprova che «Trecastagni, Palermo e altri Comuni non hanno ricevuto queste indicazioni». A lei fa eco Marco Di Blasi (Patto per Catania), presidente del comitato di un altro asilo, quello di via Caduti del lavoro. «Ha gli atti del diniego del Ministero? – chiede rivolto a Trojano – Quanto risparmia il Comune? Alla fine dei due anni, quando finiranno i fondi, che fine faranno questi asili?».

Il progetto approvato non si può modificare, su questo Trojano (e il Ministero) sono chiari. «Quando finiranno i fondi Pac, si discuterà come finanziare gli asili». L’assessore risponde agli interrogativi snocciolando alcuni dati. Nel 2010 per 450 bambini iscritti c’erano 150 dipendenti, «in dieci mesi abbiamo riformulato il piano, diminuendo gli operatori come previsto dalla legge». Ma per quanto avveniva in precedenza, «nessuno ha protestato per lo sperpero di risorse negli asili nido. Nessuno ha protestato quando i numeri non rispettavano la legge», sottolinea scagliandosi contro quanti «difendono dei privilegi». Adesso «abbiamo il doppio dei bambini, non abbiamo innalzato le tariffe, abbiamo un progetto di competitività con i privati e stiamo inserendo bambini non vedenti», elenca. E poi precisa: «La discussione non può partire dagli interessi di una singola circoscrizione».

Una novità che quasi sorprende i consiglieri è quella relativa agli orari. «Se è previsto che l’asilo Pac stia aperto fino alle 14.30, il tempo prolungato verrà garantito. E anche il servizio mensa ci sarà». Nello specifico, «il Calipso verrà mantenuto aperto con personale comunale» che subentrerà a quello privato nel pomeriggio. Una soluzione che lascia perplessi i genitori: «Al mattino mia figlia sarà con la nuova maestra e nel pomeriggio con la vecchia?».

«Capisco le preoccupazioni – afferma in tono conciliante Trojano rivolgendosi ai rappresentanti dei genitori presenti – Il personale che arriva è laureato, formato per questa attività», garantisce. L’assessorato ha stabilito che, oltre al mantenimento dello stesso personale ausiliario, «chi si presenterà alla gara dovrà presentare un progetto educativo. La competizione tra le cooperative avverrà sulla qualità della formazione». E, inoltre, «dentro questo percorso, a garanzia dei bambini, ci sarà un mese di cogestione» tra gli educatori in uscita e quelli in arrivo. «Non è un percorso di esternalizzazione – tiene a precisare – Non stiamo dando gli asili nido ai privati, stiamo ampliando le figure». E Fiorentino Trojano lancia una scommessa: «Le mamme, dopo due mesi, saranno ultra-contente».


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