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Il primo giorno di scuola tra green pass e classi pollaio
«In metà delle aule impossibile la distanza di un metro»

Ingressi e uscite scaglionate, certificazioni verdi, test salivari, sanificazione degli ambienti, hub vaccinali. «La preoccupazione principale riguarda la ricreazione e le visite guidate», spiega a MeridioNews il presidente dell'associazione presidi Maurizio Franzò 

Marta Silvestre

Foto di: Christian Penocchio

Foto di: Christian Penocchio

In Sicilia oggi si apre l'anno scolastico. «Per ogni plesso, però, la campanella dell'inizio delle lezioni non sarà una sola», spiega a MeridioNews il presidente regionale dell'associazione presidi Maurizio Franzò. Una delle tante novità con cui studenti, docenti e tutto il personale scolastico in era Covid dovranno fare i conti sono, infatti, gli ingressi scaglionati. A cui si aggiungono il green pass da controllare, i test salivari da effettuare a campione, i locali da sanificare, le mascherine da indossare nelle classi in cui non è possibile mantenere il distanziamento di un metro. «Questo è il problema principale sull'Isola - analizza il dirigente scolastico - dove in oltre il 50 per cento delle aule non sarà possibile rispettare le distanze previste per prevenire il contagio da coronavirus». 

Classi pollaio. In Sicilia, specie nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, sono più della metà. «La media è di 22 alunni per aula - spiega Franzò - ma in molte si arriva anche a 28, 29 o addirittura 30 studenti». Numeri che, considerati anche gli 80 centimetri da garantire per le vie di fuga, rendono impossibile lasciare tra i banchi (oramai quasi tutti singoli) lo spazio prescritto dalle misure anti-Covid. «Per tutte le ore di lezione, quindi, i ragazzi saranno costretti a maggior ragione a tenere le mascherine». La preoccupazione è soprattutto per la ricreazione: per ovvie ragioni, infatti, per consumare la merenda, il dispositivo deve essere abbassato. «Per questo, stiamo pensando di scaglionare anche il momento dell'intervallo che - anticipa il presidente - forse si farà per file di banchi». 

Green pass. La certificazione verde è obbligatoria non solo per il personale scolastico, ma anche per chiunque entri negli istituti: genitori, accompagnatori, dipendenti di ditte esterne (addetti alle pulizie, alle mense o alla manutenzione). «A controllare all'ingresso sarà il personale Ata. Solo che - fa notare Franzò - le unità a disposizione delle scuole sono rimaste sempre le stesse». Per il personale il controllo passerà invece da una piattaforma - elaborata da Sogei e studiata dai ministeri dell'Istruzione e della Salute con il garante per la privacy - inserita nel sistema informativo dell'istruzione (Sidi). Luce verde per le certificazioni valide, rossa per quelle non valide. Gli unici esclusi dall'obbligo di mostrare la certificazione restano gli studenti (su cui, a campione e su base volontaria, verranno effettuati test salivari) anche quelli già maggiorenni. «Almeno per il momento - commenta Franzò - Perché è un problema che si presenterà per le visite guidate». Basti pensare che senza certificazione non si entra nei musei e nemmeno nei ristoranti

Sanificazioni. «Il protocollo prevede che ogni volta che un ambiente viene usato da un gruppo classe - spiega il presidente - debba essere sanificato per fare in modo che gli altri alunni entrino in un ambiente protetto». La questione riguarda soprattutto palestre e laboratori. «Anche di questo - aggiunge Franzò - dovrà occuparsi lo stesso personale che è già a disposizione delle scuole. La gestione organizzativa di tutte queste misure è complessa - è l'appello del dirigente scolastico - per questo chiediamo la collaborazione di tutti: dagli alunni ai docenti, dal personale scolastico ai genitori. Perché ricordiamoci che a tutto ciò si affianca e va aggiunto quel che era già ordinario nella scuola in era pre-Covid».

Vaccini. In Sicilia ad essere vaccinato con doppia dose è l'82,1 per cento del personale scolastico (sia arriva al 95,8 per cento considerando anche la prima dose). Un dato che fa posizionare l'Isola nella parte più bassa della classifica nazionale, la cui media è dell'88,4 per cento (94,3 per cento per la prima dose). «Questa è l'unica arma che abbiamo per combattere e sconfiggere il coronavirus - sottolinea Franzò - Per questo, in molti istituti abbiamo anche previsto degli hub vaccinali dove anche gli studenti potranno ricevere le somministrazioni».

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