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La droga in carcere con la complicità di un agente
Mini cellullari introdotti anche con scarpe e cibo

Al vertice del gruppo Dario Giuseppe Muntone e Luciano Ricciardi. A libro paga avrebbero avuto Michele Pedone, originario di Taranto ma ormai stabile ad Augusta. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte delle forze dell'ordine

Redazione

Foto di: Matthew Ansley

Foto di: Matthew Ansley

Era gestito da due detenuti, Dario Giuseppe Muntone, 36 anni, e Luciano Ricciardi, 31 anni, con la complicità di un sovrintendente della polizia penitenziaria Michele Pedone, 51 anni, originario di Taranto, il traffico di sostanze stupefacenti nel carcere di Brucoli-Augusta scoperto da un'indagine della guardia di finanza del nucleo di polizia economico finanziaria del comando provinciale di Catania. È questa la tesi dell'accusa sostenuta dalla procura di Catania nell'inchiesta Prison dealers. Sono 16 le persone che sono state arrestate e una sola posta ai domiciliari. 

I reati ipotizzati a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente e all'indebito procacciamento di apparati telefonici per i detenuti della casa circondariale di Augusta. Secondo l'accusa erano Muntone e Ricciardi, con telefonini cellulari e sim introdotti illegalmente in carcere sempre grazie all'aiuto del sovrintendente della polizia penitenziaria, a coordinare l'attività di loro complici all'esterno del carcere disponendo l'acquisto di cocaina, marijuana, hashish e skunk, le modalità di consegna e la loro vendita nella struttura penitenziaria. Pedone, secondo quanto accertato da MeridioNews, in passato era stato spostato dal carcere di Brucoli alla casa circondariale di Giarre, in provincia di Catania. 

L'indagine della guardia di finanza è riuscita a ricostruire cinque consegne in carcere dove la sostanza stupefacente è stata venduta a sette detenuti, anche loro raggiunti da ordinanza di custodia cautelare, che a loro volta la rivendevano ad altri carcerati. Pedone in cambio dei favori ai detenuti arrestati avrebbe ricevuto somme di denaro, il reato ipotizzato è quello di corruzione per atto contrario ai propri doveri. Il sovrintendente della polizia penitenziaria, il cui ruolo è stato individuato anche grazie al contributo fornito dal gruppo di comando del carcere di Augusta alle indagini, secondo i magistrati, «godeva all'interno dell'istituto di connivenze e coperture sulle quali sono in corso ulteriori accertamenti».

Elenco delle persone coinvolte:

Giovanna Buda, nata a Catania l’11/12/1989
Rosaria Buda, nata a Catania il 02/11/1984
Dario Giuseppe Muntone, nato a Catania il 03/09/1985
Michele Pedone, nato a Taranto il 16/09/1970
Luciano Ricciardi, nato a Catania il 06/03/1990
Sebastiano Buremi, nato a Lentini (SR) il 19/06/1994
Piero Orazio Castro, nato a Catania il 23/02/1993
Francesco Ferlito, nato a Catania il 16/07/1978
Giuseppe Genesio, nato ad Avola (SR) il 23/06/1988
Francesco Maccarrone, nato a Catania il 03/07/1973
Eros Milone, nato a Lentini (SR) il 03/11/1998
Santo Riolo, nato a Catania il 15/02/1982
Michael Sanfilippo, nato a Catania il 12/10/1999
Simone Alfio Sapienza, nato a Militello in Val di Catania il 17/101998
Fabiano Scattamagna, nato a Siracusa il 24/07/2000
Michael Cusmano, nato a Catania il 9 ottobre 2001 (arresti domiciliari)

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