L’addio all’assessore archeologo Sebastiano Tusa «Maestro che ha contagiato con la sua passione»

«Grazie prof». Sono queste le parole con cui è stato salutato, tra gli applausi, il feretro dell’archeologo ed assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa. I funerali sono stati celebrati, questa mattina, nella chiesa di San Domenico a Palermo, il pantheon dei siciliani illustri, dove si trovano anche le spoglie di Giovanni Falcone.

(Foto di Antonio Melita)

In chiesa, accanto alla vedova Valeria Li Vigni e ai figli, anche il presidente Nello Musumeci, alcuni assessori della giunta regionale, il vicesindaco di Palermo Fabio Giambrone e alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine. Una bara semplice di legno scuro appoggiata a terra sul pavimento della chiesa sopra un tappeto. Sopra un mazzo di fiori colorati e davanti una corona di rose rosse con il vessillo della regione. Accanto all’altare, è stata posizionata una grande fotografia che ritrae Tusa.

«La fragilità della vita la scopriamo quando perdiamo una persona ancora giovane e amata come Sebastiano – ha detto durante la celebrazione padre Sergio Catalano, priore di San Domenico – Sebastiano era un maestro, un uomo che riusciva a trasformare le persone che incontrava. Un maestro per tanti che sono stati contagiati dalla sua passione. Il suo ricordo possa lasciare segni anche in questa terra dove c’è del male ma poi ci sono persone incredibili proprio come lui». 

La salma di Tusa è arrivata in Italia soltanto due giorni fa. Le spoglie sono state consegnate alla famiglia ieri mattina, dopo sette mesi dall’incidente aereo dello scorso 10 marzo in Etiopia. Durante tutta la giornata di ieri la camera ardente è stata allestita al centro della sala delle colonne, al secondo piano di palazzo d’Orleans, la sede della Presidenza della Regione Siciliana. 


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