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Marsala, la rabbia per il gol con due palloni in campo
«Insulti a raccattapalle assurdi, l'arbitro ha sbagliato»

Il gol vittoria del Palermo è stato viziato da una presunta irregolarità. Il patron della squadra lillibetana difende il giovane che ha lanciato nel terreno di gioco la seconda sfera: «Non c’era nessuna malizia». E parla di sudditanza verso i rosanero

Luca Di Noto

Continua a fare discutere quanto successo domenica scorsa a Marsala, dove il Palermo ha vinto di misura grazie a una rete realizzata da Raimondo Lucera nel finale. E proprio il gol è stato viziato dalla presenza di due palloni in campo, gesto che ha fatto arrabbiare la società di casa che sostiene come il gioco dovesse essere fermato: «Prima - spiega il patron azzurro Domenico Cottone a MeridioNews - bisognerebbe parlare del rigore inesistente. Non ne ha parlato nessuno perché il portiere l’ha parato, ma è stato un gentile regalo dell’arbitro». Rigore a parte, comunque a tenere banco è quello che è successo nel finale: «È una vigliaccata accusare un ragazzino di 15 anni. Fosse stato un uomo più anziano, magari si può accusare di essere un vecchio volpone, ma non è così. Il ragazzino voleva dare il pallone al portiere. E sono sicuro che la società verrà multata per quello che è successo».

Insomma, Palermo e i palloni in campo tornano a incrociarsi dopo quanto successo a Frosinone nell’ormai celebre finale play off del giugno 2018: «Chiedo scusa io per questo ragazzino, mi dispiace tanto per lui. Lo stanno massacrando su internet e su Facebook. Lui non fa parte del Marsala, ma di alcune scuole calcio che ci forniscono i ragazzini per fargli fare i raccattapalle. Lo stanno dipingendo come un mostro e ho letto cose che non stanno né in cielo né in terra». Nessuna malizia, dunque, in quello che è successo: «Non volevamo vincere la partita in certi modi o imitare il Frosinone». E tutto ciò, come precisa il patron dei lilibetani, fa pensare a una sorta di sudditanza psicologica da parte della terna arbitrale: «Certo che c’è, come è stato l’anno scorso col Bari. Il campionato deve vincerlo il Palermo e lo vincerà il Palermo. Ci sono stati anche altri episodi durante la partita: Ficarrotta ammonito per proteste, Martin no, nonostante l’arbitro stesse per tirare fuori il cartellino». Un insieme di cose che ha fatto storcere il naso alla dirigenza azzurra: «C’è amarezza. Non ho problemi a perdere contro il Palermo. Io tra l’altro sono palermitano, ma la prima vittoria dei rosa è macchiata da un episodio dove arbitro e guardalinee sono stati incompetenti».

Secondo il regolamento, nel caso di ingresso in campo di un secondo pallone, altro oggetto, o animale, l’arbitro ha due opzioni: la prima è di far proseguire il gioco se l’elemento esterno non interferisce; la seconda è quella di interrompere il gioco se l’elemento esterno interferisce. «L’errore più grave - tuona ancora Cottone - l’hanno fatto l’arbitro e il guardalinee. Al gol non si doveva arrivare, quando è entrato il pallone in campo il guardalinee doveva segnalarlo. Sono curioso di sapere cosa l’arbitro scriverà nel referto, perché se dice che il secondo pallone non influenza l’azione allora è bugiardo».

Da parte del Marsala non c'è comunque intenzione di fare ricorso, come si era ipotizzato in un primo momento. «A parti invertite sarebbe scoppiato un caso mediatico. Io non ho intenzione di fare ricorso, altrimenti avrei fatto già ieri richiesta di non omologare il risultato. Resto però curioso di leggere il referto, perché a quel punto si potrebbe parlare di errore tecnico. Ormai però il risultato è stato omologato ed è di 0-1». Il timore che la presenza in campionato di squadre del blasone del Palermo possa condizionare gli arbitri ha influito sulla voglia di investire nella preparazione della rosa: «Non ho fatto lo stesso investimento dell’anno scorso. Nella passata stagione avevamo una squadra che poteva competere con la Turris, quest’anno ci siamo ridimensionati. E molte squadre - conclude il patron Cottone - a dicembre manderanno via alcuni ragazzi».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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