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Migranti: ribellione Vos Thalassa, i motivi dell'assoluzione
Giudice: «L'accordo Italia-Libia non ha ok del Parlamento»

Nelle 70 pagine che motivano l'assoluzione del senegalese Bichara Ibrahim Tuani e del ghanese Ibrahim Amid, c'è spazio per  unattento focus sui diritti umani in Libia e sul famoso memorandum del 2017, ritenuto in contrasto col diritto internazionale

Pamela Giacomarro

Foto di: Gabriele Ruggieri

Foto di: Gabriele Ruggieri

Erano stati definiti degli «scafisti», dei «facinorosi» da far sbarcare in manette. Bichara Ibrahim Tuani, 32enne originario del Senegal, e Ibrahim Amid, ghanese di 27 anni, erano sbarcati a Trapani nel luglio dello scorso anno e arrestati perché ritenuti responsabili dei disordini scoppiati a bordo del rimorchiatore italiano Vos Thalassa. Per loro, lo scorso 23 maggio, è arrivata l’assoluzione «perché il fatto non costituisce reato», essendo stata riconosciutagli la legittima difesa da parte del Gup di Trapani Pietro Grillo. 

A meno di un mese, sono state pubblicate le motivazioni della sentenza: 70 pagine contenenti un attento focus sulla questione dei diritti umani in Libia e un’approfondita analisi sulle norme che regolano i salvataggi in mare e il famoso memorandum Italia-Libia del 2017, ritenuto in contrasto con la Convenzione di Amburgo e il diritto internazionale. Scorrendo il documento, viene messa nero su bianco ancora una volta la necessità di individuare un porto sicuro e il fatto che il paese nordafricano, interessato da una guerra civile da anni, non lo sia. 

«Il potere della autorità libiche di impartire a quelle italiane direttive in vista del rimpatrio in Libia di migranti provenienti da tale Paese - si legge nel documento – non discende direttamente dalla convenzione di Amburgo, ma deriva dall’accordo stipulato tra Italia e Libia nel 2017. La Convenzione di Amburgo, al contrario, impone agli Stati che l’hanno ratificata di garantire che, una volta concluse le operazioni di salvataggio dei naufraghi, questi vengano condotti in luogo sicuro dove, oltre all’integrità fisica ed alla dignità umana, sia garantita la possibilità di far valere i diritti fondamentali a partire dalla protezione internazionale». 

L'accordo tra l’Italia e la Libia, stipulato attraverso il famoso memorandum voluto dall’ex ministro Minniti, trova ampio spazio nelle motivazioni della sentenza. «L'accordo - scrive il giudice - prescrive la previa autorizzazione parlamentare alla ratifica, ma è stato concluso in forma semplificata, ovverosia solo con il consenso espresso dal presidente del Consiglio italiano e dal capo del governo libico, senza la previa autorizzazione del Parlamento». In poche parole, non avrebbe alcun effetto giuridico. A sostegno di questa tesi c'è anche la decisione della Corte D’Appello di Tripoli, che nel marzo del 2017 ha contestato la validità dell’accordo perché stipulato da un governo, quello di Al Sarraj, che non aveva ottenuto la fiducia del parlamento di Tobruk. 

Per quanto riguarda la ribellione a bordo della Vos Thalassa, il gup, pur sottolineando come sia «indiscutibile che le azioni delittuose indicate nei capi di imputazione siano state poste in essere dagli imputati. È altrettanto chiaro che tali azioni siano state poste in essere al fine di evitare di essere riportati in Libia». Viene quindi riportata l’analisi dell’Unchr sulle condizioni dei campi libici. «Se si riflette un momento sul fatto che i 67 migranti imbarcati dalla Vos Thalassa avevano subìto, prima della partenza dal territorio libico, le disumane condizioni rappresentate dalla Unhcr - si legge ancora nel documento - appare evidente come il ritorno in quei territori costituisse per loro una lesione gravissima di tutte le prospettive dei fondamentali diritti dell’uomo. Emerge inconfutabilmente che tutti i soggetti imbarcati sulla Vos Thalassa stavano vedendo violato il loro diritto ad essere condotti in un luogo sicuro. Ciò non significa che la condotta del comandante fosse delittuosa, atteso che egli stava conformandosi – nella convinzione di eseguire un ordine formalmente dato – ad un ordine proveniente dalla competente zona Sar». 

Adesso la palla passa alla Corte europea che esaminerà la richiesta di risarcimento avanzata da Bichara Ibrahim Tuani e Ibrahim Amid, nei confronti dei ministeri dell'Interno e dei Trasporti, guidati da Matteo Salvini e Danilo Toninelli. I due sono anche stati assolti dall’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Non è stato infatti provato che i due fossero collusi con i trafficanti, erano dei semplici passeggeri della carretta intercettata al largo delle acque libiche dalla Vos Thalassa.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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