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Trasporti: il gruppo Interbus e il business delle autolinee
La prima gara regionale attesa da 12 anni verso il rinvio

Il trasporto pubblico locale è una giungla mai regolamentata da bando pubblico e che costa alla Regione 159 milioni di euro all'anno. Il sindacato di base, ieri in sciopero, denuncia la difficile vita di chi guida i mezzi delle aziende del cavaliere del lavoro Scelfo

Salvo Catalano

Foto di: Luisa Santangelo

Foto di: Luisa Santangelo

«Parto da casa alle sei del mattino e torno alle nove di sera, in un giorno lavoro anche dieci ore e per provare ad avvicinare, non dico rispettare, i tempi della tabella di marcia indicata, non posso che superare i limiti di velocità previsti». Giorgio (nome di fantasia) è un autista di Interbus, una delle società di trasporto pubblico locale che ogni giorno collegano piccole e grandi città della Sicilia. Fa parte di un gruppo aziendale che comprende anche Etna Trasporti, Sicilbus, Segesta Autolinee e Segesta internazionale. Ditte che fanno riferimento al cavaliere del lavoro Alessandro Scelfo, giarrese classe 1933, fondatore anche di Bus Center, con collegamenti nazionali e internazionali. Ieri i dipendenti del gruppo Interbus appartenenti al sindacato di base (Usb) si sono fermati, quattro ore di sciopero per accendere i riflettori sui problemi che affliggono il personale e che si inseriscono in un quadro generale - quello del trasporto pubblico locale finanziato dalla Regione - con più di un'ombra. 

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