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Caso Scieri, il corpo di Emanuele è stato riesumato
Domani il conferimento dell'incarico per l'autopsia

Il cimitero di Noto è rimasto chiuso stamattina per permettere, in riservatezza, l'esumazione della salma del parà siracusano morto nel 1999 nella caserma Gamerra di Pisa. «Il suo corpo oggi può raccontarci qualcosa in più», commenta l'amico Carlo Garozzo

Marta Silvestre

Questa mattina il cimitero di Noto è rimasto chiuso. Sono cominciate presto, e si sono svolte in riservatezza, le operazioni per la riesumazione del cadavere di Emanuele Scieri, il parà siracusano di 26 anni trovato morto nel pomeriggio del 16 agosto del 1999 ai piedi di una torre di asciugatura dei paracadute della caserma Gamerra di Pisa. La procura di Pisa, che ha riaperto le indagini nel settembre del 2017, ha disposto un'autopsia a quasi 20 anni dalla morte, nell'ambito dell'inchiesta per omicidio volontario in cui sono indagati tre ex commilitoni del paracadutista siracusano. La salma, adesso, è già in viaggio per il luogo (tenuto ancora riservato) in cui verranno effettuati gli esami che potrebbero aiutare a ricostruire un pezzo di verità sul decesso che era stato archiviato come suicidio nei primi anni Duemila. Domani si saprà anche a quale perito verrà conferito l'incarico, ma la Procura avrebbe chiesto la disponibilità a Cristina Cattaneo, docente di Medicina Legale alla Statale di Milano, la stessa che ha coordinato la mega operazione di identificazione dei cadaveri dei migranti rimasti intrappolati nel barcone inabissato il 18 aprile del 2015 e poi ripescato un anno dopo. 

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