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Il maltempo non ferma gli appassionati del Giro di Sicilia
«Sarebbe bello collegare Catania e Palermo in bicicletta»

Tra il pubblico che assiste al percorso della seconda tappa da Capo d'Orlando e il capoluogo c'è anche un giovane spagnolo. Per i siciliani «anche questo sport può essere occasione per fare conoscere le bellezze della nostra terra»

Luca Di Noto

Foto di: Antonio Melita

Foto di: Antonio Melita

Successo di pubblico per la seconda tappa del Giro di Sicilia, nonostante le condizioni meteo non fossero delle migliori. Da Capo d’Orlando a Palermo. La pioggia e il vento, infatti, non hanno fermato gli appassionati assiepati lungo i 236 chilometri percorsi. All’arrivo centinaia di persone al traguardo, tra ombrelli e fotocamere, hanno atteso la volata finale che ha visto il trionfo dell’emiliano Manuel Belletti dell’Androni Giocattoli-Sidermec.

A livello logistico, fino alla vigilia dell’inizio della manifestazione c’erano delle preoccupazioni per la qualità delle strade in Sicilia. «Le abbiamo trovate in buono stato - dice Belletti - Il problema del manto stradale riguarda un po’ tutta l’Italia perché quando c’è brutto tempo tendono a deteriorarsi. Abbiamo trovato un po’ rovinati gli ultimi cinque chilometri, ma niente di eccessivo». 

Molto caloroso il pubblico presente lungo tutto il percorso. «Grande accoglienza, qui c’è molta passione per il ciclismo. Da qui sono nati e stanno tuttora correndo dei veri campioni. Il pubblico ama questo sport ed è bello vedere tanta gente tifare per le strade». Un retroscena riguarda le condizioni fisiche dell’emiliano, reduce da un brutto infortunio: una microfrattura alla vertebra e alle costole rimediata in Argentina, alla Vuelta San Juan. Presenti all’arrivo anche due grandi ex campioni come Ivan Basso e Alberto Contador che, però, subito dopo la premiazione sono scappati via.

La passione del pubblico è confermata dalla gente presente al traguardo. Il maltempo non ha fermato il 63enne siciliano Vincenzo che dalla tv non si perde una sola corsa, ma che oggi ha voluto essere presente per assistere dal vivo all’arrivo. «È un evento minore, ma il ciclismo è anche spettacolo turistico. Uno sport che dalla tv ti permette di girare il mondo. Oltre alla gara - continua - ci sono tanti bei panorami da vedere e, queste immagini, possono dare risalto alla nostra meravigliosa terra». Anche per questo il signor Vincenzo si dice «contento che il Giro d’Italia nei prossimi due anni torni qui perché percorsi come quello dell’Etna o delle Madonie, al di là della qualità delle strade che deve essere migliorata, dovrebbero essere inseriti nella corsa ogni anno».

Grande curiosità per l'evento anche da parte di Diego Guerrero, studente in Erasmus a Palermo dalla Spagna. Il ragazzo, poco più che ventenne, è andato all’arrivo in bicicletta. «Sono arrivato qui per caso stamattina ho visto tutto l’allestimento. Quello siciliano - aggiunge - è un buon territorio perché ci sono anche tante montagne». Grande tifoso di Alberto Contador, non è riuscito a vedere il suo idolo. «Ho cercato di trovarlo alla premiazione, ma senza successo». Questo Giro di Sicilia, come annunciato in fase di presentazione, potrebbe fare da precursore al cicloturismo. «In Spagna ho fatto il cammino di Santiago in bicicletta, è stata un’esperienza bellissima - racconta lo studente - Una cosa del genere si potrebbe fare anche qui perché ci sono posti meravigliosi, come il percorso da Catania a Palermo magari coinvolgendo anche altri posti - conclude - come Agrigento e Cefalù».

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